Izu Mtb Course: il tracciato Mtb di Tokyo 2020 e le parole di Braidot

Training Day | Tokyo 2020 Olympics Foto. SwPix - Facebook UCI Mountain Bike
Tempo di lettura: 3 minuti

Dopo le prime foto e i video del tracciato Mtb di Tokyo Izu Mtb Course è arrivato il momento di entrare più nel dettaglio della corsa che assegnerà il titolo di campione olimpico XCO. Il “Check Walk” ha evidenziato delle apparenti grandi difficoltà nei tratti più artificiali. Luca Braidot, ha anche “assaggiato” il terreno con una caduta dopo un solo giro di prova. Nulla di grave per fortuna. Tuttavia il percorso merita un’approfondimento…

Il tracciato Mtb di Tokyo 2020

DATI TECNICI: lunghezza 3.950 metri con circa 180 metri di dislivello a giro (calcolati).

Il tracciato si presenta altimetricamente molto nervoso con una sola salita principale di circa 500 metri a metà anello circa. A giudicare dai tempi di percorrenza pubblicati anche sui social, il percorso è molto veloce. In prova gli atleti girano a una media oraria compresa tra 19 e 21 km/h. Il terreno è compatto e se non dovesse piovere da qui alla prova uomini, quella di lunedì sarà una gara veloce.

I passaggi nelle pietre? Tutta scena, parola di Braidot

Tra gli appassionati hanno destato scalpore e curiosità le prime foto sul tracciato con enormi massi che assomigliavano più a un sentiero da trekking che da uno di Mountain Bike. A rassicurare tutti però ci ha pensato Luca Braidot che in un’intervista ha raccontato il suo percorso.

“A dire il vero è tutta scena. É tecnico, ma dal vivo ti rendi conto che non è nulla di più di un tracciato di coppa. In effetti si, è più scena che altro, basta trovare le linee giuste e poi stare attenti a ripassare sempre dallo stesso punto. È lo stesso tracciato del test event del 2019. Nessuna novità. Le sezioni tecniche sono tutte artificiali quindi nulla di impossibile. Per intenderci, di sicuro non è come un Mont Sainte Anne in cui giro dopo giro non sai cosa aspettarti e di sicuro si fa meno fatica a stare in piedi rispetto alla gara di quest’anno a Les Gets”.
Luca Braidot – Nazionale Italiana
Una foto direttamente dal profilo Instagram di Nino Schurter del percorso di Tokyo 2020

Passaggi artificiali: tecnici o mono-linee?

Un’altra considerazione poi riguarda le linee. Molti atleti (Braidot compreso) hanno cercato linee differenti per interpretare meglio il tracciato. Tuttavia dai video postati in rete, molte linee si assomigliano, il che lascia presagire che nei tratti più delicati non ci siano alternative se non quella di tenere una mono-linea. Su questo ovviamente ne risentirebbe lo spettacolo in quanto non ci sarebbe molto margine di attacco nei punti più spettacolari.

Tracciato Mtb di Tokyo? Più nervoso di Rio 2016.

Luca Braidot sul paragone tra i due tracciati dice: “Rio era differente, spezzato a metà da una salita lunga seguita da una lungo tratto in pianura. Qui invece è tutto più intenso, salite brevi seguite da discese tecniche. Sarà tutta un’altra storia insomma.”