Zanotti: «Soddisfatto del mio Europeo. Peccato per il finale, poteva essere oro»

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Juri Zanotti, a sinistra, medaglia d'argento agli Europei di Novi Sad tra gli U23 (foto: Mondini)
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Tagliata la linea del traguardo, forse, qualche rimpianto Juri Zanotti l’ha avuto. Ma una medaglia d’argento agli Europei è pur sempre un grande risultato. La mentalità di questo ragazzo di 22 anni ancora tutto da formarsi è però quella giusta, si punta sempre all’obiettivo più grande perché i mezzi e le qualità ci sono.

Juri, cos’è successo nel finale?

«E’ successo che l’ultima curva dovevo impostarla meglio. Se entravi per primo avevi un vantaggio considerevole, purtroppo è entrato prima Roth e mi ha battuto in volata. Anche lì forse ho commesso un errore…»

Quale?

«Roth aveva smesso di pedalare. Io contemporaneamente l’ho seguito, sbagliando ovviamente. Con i se e con i ma non si va da nessuna parte, eppure con il colpo di reni giusto forse avrei potuto anche vincere».

E’ comunque arrivato un bellissimo argento…

«Assolutamente e ne sono molto soddisfatto. Quando i due svizzeri hanno accelerato io sono rimasto agganciato con facilità, poi tutto si è deciso nell’ultimo giro. Il ritmo si è alzato ulteriormente e ci siamo ritrovati in due. Ho provato a superare Roth, ma nel settore single-track era praticamente impossibile».

Il percorso come l’hai trovato?

«Percorso complesso, infatti è venuta fuori una gara un po’ atipica, differente dal Cross-country a cui siamo abituati di solito. Non c’erano salite principali, ma solo salitelle sparse qua e là, poche difficoltà altimetriche insomma. Era importante quindi impostare la gara anche tatticamente, capendo quali punti del percorso potessero risultare decisivi».

Cosa ti ha dato questa medaglia?

«Grande fiducia. So di poter lottare con i migliori di categoria ed è una sensazione niente male. Con questi risultati riesci a credere di più nelle tue potenzialità».

E ora i Mondiali…

«Sì, questa settimana la passerò a casa a recuperare e a preparare i Mondiali. Poi si va in Val di Sole a correre prima la Team Relay e poi la gara individuale. Speriamo bene!»