Ma perché te ne vai per montagne a faticare in MTB?

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Succede o almeno a me capita che qualcuno domandi, ma chi te lo fa fare di andare a faticare in montagna o nei boschi? Oltretutto isolato dal resto del mondo.

E io rispondo: proprio il resto del mondo!

Cosa c’è di più fantastico che pedalar da tranquillo immerso nella natura dove nessuno può, nell’ordine:

  • Parlarti continuamente del lavoro che devi svolgere e chiederti a che punto sei. Vedere se lo hai svolto come andava svolto. Una volta rivisto ti dicono che a pagina 765 c’è un puntino di troppo e che no non va per niente bene, tu sei un professionista…
  • Costringerti a imbottigliarti nel traffico per raggiungere il posto di lavoro. Dopo aver fatto un’ora di coda ed essere costretto a fare il tempo sul giro come Prost ai tempi migliori per bollare in orario…
  • Chiederti di andare a bere un caffè con il super megadirettore. Con te che non sai cosa dire e devi fare bella figura e ci mancava pure questa con tutto il lavoro che ho…
  • Fare in modo che ti ritrovi con tua moglie parlandole del nuovo modello di eMTB che pesa pochissimo e sembra una muscolare. Vederle spuntare i denti di dracula mentre ti fa il riassunto di quanto hai speso nell’ultimo anno con la tua malattia per le bici…
  • Costringerti ad ascoltare tua sorella che ti invita a cena per raccontarti che il papà o la mamma devono procurarsi una badante. Perché lei non può far da domestica. Quando tu sai benissimo che lei non fa proprio una mazza ma va là solo per bagnare i fiori…
  • Ricordarti che un buon padre porta i propri figli da MondoBimbo a giocare con i gonfiabili dopo il lavoro. Non sta lì davanti al computer a guardare la eMTB superleggera di cui sopra…
  • Costringerti ad andare a trovare i tuoi genitori che vogliono che tu partecipi alla cena di domenica con zio Michele e zia Filippa. Così poi dopo pranzo arriva anche tuo cugino Orlando che ti racconta il suo viaggio negli Emirati Arabi Uniti…

Insomma, potrei ancora continuare un bel pezzo ma io al posto di tutto questo preferisco:

  • Scendere in cantina e rimirare la mia Trek fino a quando non riesco a fargli rispondere a una domanda. Su quale tipo di terreno preferirebbe la portassi per permettermi di fare un KOM su Strava…
  • Continuare a guardarla perché faccio fatica a smettere…
  • Smettere perché ho voglia di farmi un bel giro e andare sulla cima X. Perché l’ultima volta in quel tratto scassato non sono stato fluido e voglio rifarlo al 100%…
  • Non vedere l’ora di sentire il profumo degli abeti mentre salgo. Vedere quel panorama giù a valle, immerso in un silenzio che mi fa tornare la voglia di vivere…
  • Non vedere l’ora di arrivare in cima. E quando ci sono mangiare una bel panino festeggiando che l’ho fatta tutta senza mollare neanche in quel tratto al 17 %…
  • Arrivare su e godersi quel panorama meraviglioso e pensare a quanto tutto sia così perfetto da sembrare incastonato dalle mani divine di un impareggiabile demiurgo…
  • Essermi goduto quella pace. Aver evitato il tizio con la Front del 1980 che ho salutato. Proprio quando stava iniziando a far battutine su quanto sia comodo avere una full biammortizzata. Lui che fatica e rischia di più in discesa e non immagino cosa avrebbe detto se avessi avuto la mountain bike elettrica…
  • Iniziare la mia discesa preferita di cui conosco ormai ogni sasso. Oggi sento che riuscirò a togliere il KOM a Barbazzadeimonti che me l’ha fregato di sicuro con una elettrica…
  • Finire la discesa con la dopamina che mi esce dagli occhi e sembra che stia piangendo di felicità…
  • Passare dal bar e assaporare un bel caffè…
  • Pedalare tranquilllo intorno a casa pensando a quanto è stato bello il giro mentre defatico le gambe…
  • Lavare la mia MTB e asciugarla fino all’ultima goccia…
  • Guardare come è bella per almeno un quarto d’ora e pensare come mi ha fatto stare bene…
  • Salire in casa scaricare il giro su Strava. Vedere se sono riuscito a spodestare Barbazzadeimonti e scoprire che ho fatto un KOM sul tratto dove la volta scorsa avevo incontrato quel cerbiatto bellissimo…

Insomma, non c’è un paragone, cosa ne pensate? E per rispondere alla domanda di cui sopra, se ancora non si fosse capito, me lo fa fare il bisogno di ricaricare le batterie nella natura. Grazie all’attività sportiva che è la mia più grande passione. Per sentirmi in forma perché, come diceva Alda Merini, spesso ci si deforma attraverso gli altri…