Capita a tutti di andare a consultare le tabelle che indicano la geometria di una MTB, sia quando decidiamo di acquistare una nuova bici o anche soltanto per curiosità.
Sentiamo parlare molto di foderi corti e relativa maneggevolezza oppure di reach abbondante per garantire una perfetta centratura del biker in sella.
Bene, occorre precisare che le quote singole non hanno un valore di per sé ma lo assumono, rendendo una MTB più o meno prestante in un determinato ambito, a seconda dell’interazione tra i diversi valori delle quote geometriche in gioco.
Certamente una certa lunghezza del fodero orizzontale ci indica quale sarà la tendenza di guida sul sentiero della bici, ma se non analizziamo tutte le quote nel loro insieme non potremo mai avere un’idea chiara del mezzo che stiamo esaminando.
La ricetta magica per ottenere una MTB con determinate caratteristiche sta nel giusto equilibrio tra il triangolo anteriore, formato da tubo piantone, tubo orizzontale e obliquo, e triangolo posteriore, formato da foderi orizzontali e foderi verticali.
Vediamo le singole quote geometriche cosa determinano.
Foderi orizzontali troppo corti
Se i foderi bassi sono troppo corti in relazione al Reach, sarete seduti troppo indietro sulla bici, il che farà affondare eccessivamente l’ammortizzatore e vi costringerà a compensare spostando il peso in avanti.
Foderi orizzontali troppo lunghi
In questo caso, siamo all’estremo opposto, i foderi troppo lunghi faranno caricare il peso troppo sull’anteriore rendendo incontrollabile il posteriore.
La misura del fodero orizzontale accoppiata alla quota di reach influisce sul passo della bicicletta che è di determinante importanza per la stabilità in velocità sullo sconnesso.
Ma sul passo influisce anche l’angolo di sterzo che determina di quanto il perno della forcella si sposta in avanti rispetto alla linea di un ipotetico tubo di sterzo posizionato a 90°.
Insomma, come potete ben vedere le quote geometriche di un telaio si condizionano reciprocamente e il segreto per ottenere una buona MTB è fare in modo che siano sapientemente dosate.
Il costruttore lavora per armonizzare le diverse quote geometriche
Quando scegliete un telaio avete la garanzia che il costruttore, in sede di progetto, ha previsto che le quote siano in armonia per creare un determinato assetto per quella MTB. Questo per creare un prodotto più orientato alla discesa sul ripido sconnesso, tipico dell’enduro/DH, o per renderlo più adatta al guidato sui percorsi misti o, ancora, per predisporlo maggiormente alla pedalabilità in salita per i giri epici in montagna.
Si tratta sempre di “maggior predisposizione a” perché fatta eccezione per la disciplina del Downhill esclusivamente orientata alla discesa le altre discipline prevedono sempre, in percentuali variabili, la necessità di salire pedalando per poter poi affrontare la discesa.
Quindi non fatevi influenzare da una quota singola nella vostra scelta, ma possibilmente cercate di provare sempre le MTB che vi interessano per sperimentare la sensazione che vi danno nella loro interezza.
Dovete verificare personalmente se il costruttore con quella combinazione di quote geometriche ha creato una MTB capace di ispirarvi una buona confidenza di guida.
High Pivot o infulcro alto
Anche il famoso High Pivot che sembra tanto furoreggiare in questo periodo è sempre da valutare nel complesso della bici. Si tratta indubbiamente di un ottimo sistema di ammortizzamento ma ce ne sono anche altri che funzionano benissimo.
In estrema sintesi non è un solo accorgimento tecnologico a fare di una MTB una buona MTB, ma l’armoniosa collaborazione tra le quote geometriche e le soluzioni tecniche che vengono adottate.
Una rondine non fa primavera, ma tutto l’insieme delle condizioni ambientali che determinano questa stagione.










