MONDIALI 2023 / È ufficiale, volevano partire tutti dietro, e l’UCI li ha scontentati

Gaze, Pidcock e Schurter sul podio un anno fa in Scozia (UCI_ MTB)
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Va a finire che volevano partire tutti dietro (quando invece la caduta al pronti via, che ha buttato giù come birilli tutti i bikers dall’ottava fila in giù ha chiarito perfettamente quale sia il vantaggio di partire davanti nella griglia). A parole però nessuno degli stradisti favoriti dalla regola stravolta in extremis dall’Unione Ciclistica Internazionale voleva questo vantaggio. E soprattutto nessuno si è sognato di chiederlo. 


Prendiamo Tom Pidcock, che è passato per quel cavillo dal 61° posto in griglia al 33°: se fosse partito dove doveva partire, avrebbe dovuto spendere molto di più nella rimonta verso la testa della corsa. A quel punto pensate che nel finale avrebbe  avuto ancora energie per resistere al ritorno potente di Sam Gaze (che, detto per inciso, è partito dietro di lui e non davanti, come sarebbe successo se il regolamento non fosse stato forzato)? Di sicuro la storia dell’XCO Glasgow 2023 sarebbe stata diversa senza l’intervento dell’UCI. Come sarebbe andata non lo sapremo mai, ma qualche idea ce la possiamo fare. Vi avevamo detto ieri, prima della gara, che quella decisione favoriva soprattutto Pidcock, nonostante fosse stata raccontata come «eccezione van der Poel». Non ci siamo andati molto lontani.

Tornando ai diretti interessati, Tom Pidcock con la maglia arcobaleno addosso si è immediatamente smarcato. «Bullshit», è stato il suo primo commento. Parola che possiamo tradurre come colossale boiata. «Non era per me, vero? Penso che sia piuttosto oltraggioso. Se una regola del genere deve essere fatta, si fa il primo gennaio. Ho sacrificato tre settimane di preparazione al Tour per cercare di fare punti per la gara di mountain bike. E poi questa settimana hanno cambiato la regola. E non puoi farlo».


Mathieu van der Poel è caduto (da solo) prima che potesse rivelarsi un vantaggio, ma il tecnico della nazionale olandese ci aveva detto proprio prima del via dell’XCO che la sua federazione non ha fatto niente per spingere in quella direzione e che «anche a Mathieu non piace questa storia, non voleva favoritismi».


Quanto a Peter Sagan, giura che non ne sapeva assolutamente niente, «onestamente l’ho scoperto solo la mattina della gara, non ho fatto nulla per poter partire davanti, è ovvio che è sempre meglio, ma sia chiaro: non è stata una mia decisione». Sagan oltretutto non rientrava neanche nella nuova regola applicata dall’UCI, qualcuno nel caos generale ha detto che è stato portato davanti ad honorem, per il contributo che ha dato allo sport. Lui però ha respinto questa ipotesi con una smorfia. «Ragazzi, seriamente non so cosa sia successo. Ho solo fatto quello che mi è stato detto, quando lo speaker mi ha chiamato sono andato in griglia». Alla fine, Sagan ha confermato che dopo la fine della sua carriera su strada (il primo ottobre in Vandea), dalla prossima stagione si concentrerà soltanto sulla mountain bike.