MONDIALI 2023 / L’incredibile storia di Gaze: dal buio al tetto del mondo

Sam Gaze, 27 anni, corre per l'Alpecin-Deceuninck (qui in uno scatto di UCI_Mtb durante gli ultimi mondiali in Scozia)
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Era il 10 marzo 2018 quando Sam Gaze si presentò al grande pubblico battendo Nino Schurter nella prima prova dell’anno di Coppa del Mondo, a Stellenbosch. Quella volata verrà vista e rivista in tutto il mondo: il dio della mtb Schurter battuto da un ragazzino che fino all’anno prima correva i mondiali tra gli U23. Sacrilegio. Da quel momento in poi le aspettative per il ciclista neozelandese saranno altissime, ma lui non riuscirà a confermarle negli anni successivi. Sam è un ciclista fragile, e per ben 4 anni sarà tormentato dagli infortuni che non gli permetteranno di dimostrare chi è davvero.

Ci ha provato a questi Super Mondiali di Glasgow, e ci è decisamente riuscito. Niente Marathon, per lui solo XCC e XCO. La prima prova è andata a dir poco bene, bissato il successo dell’anno scorso con un numero clamoroso all’ultimo giro. La seconda è andata forse anche meglio, Gaze ha stravolto le aspettative recuperando posizioni su posizioni riuscendo a concludere secondo, dietro ad uno stratosferico Pidcock e davanti al leggendario Schurter. Il neozelandese è così salito sul tetto del mondo ben due volte e, se nel XCC ce lo aspettavamo, nel XCO lo ha fatto stupendo tutti con un’incredibile rimonta dal 50esimo posto visto che «Sono stato molto sfortunato nel giro iniziale», ha detto lui stesso dopo la gara. L’atleta sta valutando il suo percorso e il suo grado di energie. Fragile, ma d’altra parte Sam è sempre stato anche un ciclista potente: alto 1.89 per 80 chili, una roccia. Una potenza messa in atto nella volata contro Nino qualche anno fa, ma anche nelle vittorie in XCC e nei vari prologhi delle corse a tappe che Gaze ha corso su strada (in cui ha sempre fatto bene), tutti palcoscenici di una certa importanza. Grazie al risultato di oggi Gaze è il primo campione del mondo di XCC a salire sul podio del XCO, ha scritto la storia.

Samuel William Gaze è nato a Tokoroa, una piccola città che si trova a 30 chilometri dalla più famosa Rotorua, e cresciuto nella fattoria di famiglia. Oggi ha 28 anni, ma l’amore per le due ruote l’ha coltivato subito. Gli è stato trasmesso dal padre che gli insegnò ad andare in moto e in bicicletta già da piccolissimo, quando aveva solo tre anni. Il suo primo mito sarà proprio il padre, un semplice ciclista amatoriale, che lo portava con sé da una parte all’altra del paese mentre partecipava alle varie gare: è così che il futuro campione del mondo inizierà ad amare il ciclismo.

La parte iniziale della carriera di Sam Gaze è quasi oscura, il primo successo importante del biker sarà nel 2013, quando vincerà la prova di Coppa del Mondo Juniores a Val di Sole e da quel momento non sarà più un ragazzo qualunque. Nel 2016 e nel 2017 vincerà i Campionati del Mondo di cross country U23 che lo lanceranno definitivamente tra i professionisti. Poco dopo (2018) otterrà anche una vittoria in una prova di XCO di Coppa del Mondo (quella precedentemente citata contro Schurter) e 2 vittorie in 2 prove di XCC, sempre in Coppa del Mondo.

Samuel Gaze (foto archivio)

Niente è facile nella carriera di Gaze. La fatica, gli infortuni, la sfortuna. Ma una nota positiva c’è: il passaggio dalla Specialized Racing alla Alpecin-Deceuninck. Un cambio decisivo. E’ grazie alla squadra belga se il biker neozelandese avrà l’occasione di competere anche su strada (in questo 2023 ha partecipato alla Down Under Tour, alla Vuelta a Andalucia e alla Strade Bianche, tutte corse di primo piano nel panorama del ciclismo su strada). L’anno della svolta è stato però il 2022, un anno dai mille colori. Nero compreso. In Francia, Les Gets, Gaze ha vinto il primo Mondiale XCC. Cadrà poi in gara al mondiale XCO in un tratto assurdo: «Se rifacessi quel salto altre 50 volte andrebbe bene tutte e 50 le volte», dirà. Il referto medico è disastroso: frattura della clavicola e di alcune costole. Ecco un’altra volta la fragilità. Invece no. Venti giorni dopo la caduta si presenta in sella alla bici per il mondiale Marathon in Danimarca. Gaze conquisterà anche quel successo: «Ci vorrà tempo per realizzare questa vittoria». La combinazione marathon-short track non era mai riuscita a nessuno. Adesso si è regalato un altro sogno mondiale (seppur d’argento), visto che 3 mondiali non erano abbastanza per uno come lui e, sappiatelo, non è finita qui.

Samuel William Gaze ha già un altro obiettivo nella mente che si chiama “Olimpiadi”, lo ha detto chiaramente dopo l’arrivo: «Volevo solo andare al massimo delle mie possibilità per dimostrarmi di sapere come prepararmi per essere pronto nei grandi giorni come le Olimpiadi. Ho tutte le intenzioni di salire un altro gradino del podio quel giorno».