CO2, pompetta o compressore: cosa mettere in tasca?

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Il peso è simile, l’ingombro pressochè lo stesso. Ma allora, qual è il miglior sistema di gonfiaggio per rimediare nei sentieri?
Come spesso succede, non esiste giusto o sbagliato. La scelta è infatti molto soggettiva e dipende dalle esigenze in primis, ma anche dal tipo di coperture utilizzate. Ogni sistema ha vantaggi e svantaggi: il CO₂ è “usa e getta”, la pompetta è “faticosa”, il compressore è costoso e necessita di essere ricaricato. Scegliere non è affatto semplice, soprattutto per chi non ha un gran bagaglio di esperienza alle spalle. Per questo motivo, ecco qui di seguito alcune informazioni che possono aiutare al momento dell’acquisto.

Stallonare un Tubeless può essere complesso. Il liquido può non bastare per sigillare, serve anche un getto d’aria potente


I mini-compressori, molto in voga oggi, permettono di tirare su una gomma senza fatica e in meno di un minuto. Tuttavia, trattandosi di dispositivi elettronici, richiedono maggiore cura nella conservazione e nella ricarica, che va fatta periodicamente. A differenza delle altre due soluzioni i mini-compressori non possono essere legati alla bici, ma devono essere necessariamente riposti il più lontano possibile da acqua e fango, in borse impermeabili o “borraccino” portaoggetti. Il loro prezzo oscilla tra i 50 e i 100 euro, a seconda di ingombro e durata della batteria.

Pompetta Lezyne, con struttura telescopica. Un prodotto di qualità, che può resistere per anni. Attualmente il prezzo si aggira sui 25€


La pompa portatile rappresenta la soluzione più antiquata, ma quella che offre maggiori garanzie di funzionamento. Le pompette moderne sono resistenti, poco ingombranti e permettono di raggiungere pressioni accettabili in pochi minuti. La spesa minima per un prodotto di qualità è di circa 20€

Mini-compressore Cycplus. Può stare nel palmo di una mano e permette di gonfiare più volte. Il prezzo su Amazon è di 89€


Il sistema con bomboletta di CO₂ e rubinetto è indubbiamente il più economico (meno di 10€) e il più efficiente (gonfia in pochi secondi), ma è utilizzabile per un numero di volte limitato. Una bomboletta permette infatti un solo “sparo”: se la bomboletta viene sprecata o è difettosa, non c’è modo di “mettere una pezza” e ripartire. Questo, grazie alla maggiore potenza di erogazione, è l’unico sistema in grado di far sigillare un Tubeless. Quando si fora è infrequente che accada di stallonare, ma può succedere: per questo motivo il CO₂ è assolutamente da tenere in considerazione in assenza di camera d’aria.


In conclusione possiamo dire che il CO₂ può essere l’ideale per la maggior parte degli utenti, che ad oggi utilizza Tubeless. E’ consigliabile però portarsi dietro più bombolette, o pompetta di riserva: avere più sistemi a disposizione è infatti senza dubbio la miglior tattica per non rimanere a piedi. Nel caso di copertoni “classici”, invece, possono essere sufficienti pompetta o compressore. Anzi, sono preferibili: questi sistemi infatti, attraverso un gonfiaggio più progressivo, permettono di verificare il corretto posizionamento della camera d’aria e prevenire pizzicature durante il montaggio.