Adrenalina, fatica, ma anche tanta tecnica e precisione. La Cape Epic è anche questo: competenza e attenzione ai dettagli. Ne sa qualcosa il nostro Niccolò Violati, inviato in Sudafrica, dove correrà la 9ª Cape Epic della sua carriera. Niccolò farà l’evento con il suo compagno Andrea Cuomo. Violati ha optato per una Orbea OIZ, una bici di livello assoluto, pedalabile e stabile anche nelle fasi più complesse della gara. Non è un caso se i tedeschi, Georg Egger e Lukas Baum, vinsero con la Oiz proprio nel 2022 (e secondi nel 2023). Perché la Oiz? E’ una bici che ha avuto un grande successo sia XCO sia nella Marathon soprattutto negli ultimi cinque anni grazie alle sue geometrie, alla praticità e alla straordinaria flessibilità di gestione. Perfetta, insomma, per affrontare un evento epico. Dunque sufficientemente moderna con 120 di escursione sia davanti che dietro.
Il gruppo è un X0 con le sue pedivelle. Alla bici è stato adattato il misuratore di potenza Quark con una corona da 34 denti della cSix, un’azienda sudafricana. All’interno del movimento centrale c’è la nuova tecnologia del Center Power, un sistema che mantiene i cuscinetti del movimento centrale perfettamente allineati parallelamente, in modo da farli lavorare senza sforzo. Violati assicura che il dettaglio si nota subito, si sente a ogni colpo di pedale. E aggiunge: «La cosa che si nota è la cadenza più alta. E in un certo senso questo sistema migliora anche la rotondità di pedalata». La bici monta un dropper post Bike Yoke modello Divine con 125 mm di escursione. Modello non elettronico, con cavo, tra i più leggeri in commercio. C’è una camera della Pirelli. «Non sembra, ma anche il nastro ha il suo perché: se uno dovesse forare può utilizzarlo perché ha un paio di giri in più», aggiunge Niccolò.



Il manubrio: è integrato, della Trifox, che ha una lunghezza di pipa di 90 mm e una larghezza di 776 cm. Inoltre, ha una inclinazione in avanti di -17° e un sweep back di 9° sulla linea del manubrio. La bici monta di serie la Fox da 34, a cui è stato fatto montare sia sull’ammortizzatore sia sulla forcella un tuning specifico fatto da GalloMoto, «intervento fatto apposta per la Epic» spiega Niccolò. C’è un rebound abbastanza veloce sulla seconda posizione e la possibilità di chiudere completamente. Altri dettagli: il three position system, che si vede dalla leva in foto. E ancora: l’intermedia ha un rebound molto veloce soprattutto per la parte iniziale della gara in cui ci sono sassi piccoli e dunque maggiori difficoltà. «Questo ci aiuta a pedalare meglio». La terza posizione invece è tutta aperta. Gomme Maxxis Rekon Race 2.4. Tra i comandi, poi, molto utile è il joystick della Yep che serve per alzare e abbassare la sella. «E’ facilmente regolabile: si può fare con il pollice o con l’indice». Rispetto a una leva normale è davvero facile. Anche in situazioni complicate, quando è complicato muovere la mano o le dita, la regolazione può avvenire senza problemi.















