Un giorno la bici ti entra nelle vene, il resto lo fa l’epica. È successo a molti. Anche ad Alain Prost, abituato a una velocità diversa da quella della mtb. E il fascino della corsa più epica del mondo, la Cape Epic, lo folgorò. Era il 2012. Prost disse: «Pedalo molto sulla mia bici da strada. Non sono per niente un esperto su una mountain bike, ma voglio vivere l’esperienza. Il fatto che si svolga in Sudafrica mi ha aiutato a prendere la decisione. Amo pedalare e ammirare paesaggi bellissimi allo stesso tempo».
Ci andò con Sebastien Di Pasqua, campione di sci nautico. Quattro volte campione del mondo di Formula Uno, Prost all’epoca aveva vinto più titoli di qualsiasi altro pilota tranne Juan Manuel Fangio (5 campionati) e Michael Schumacher (7 campionati). Per un periodo di 14 anni, dal 1987 al 2001, ha detenuto il record per il maggior numero di vittorie nei Gran Premi. Nei giorni della Cape Epic raccontò la fatica e la grandezza di una corsa come questa. Disse: «Penso che sarà molto difficile per me perché la mia tecnica è scarsa. La vedo come una sfida e un’esperienza umana. Sono molto felice di pedalare con Sebastien. È un grande sportivo e ha un carattere forte. Abbiamo lo stesso obiettivo, cioè finire l’Absa Cape Epic e godercela il più possibile».

Dicono tutti così, ma la verità è diversa: tutti vogliono affrontare le loro paure. La fatica è una componente essenziale della Cape Epic, quella che gli sportivi ricercano per definirsi tali. Ne sa qualcosa anche Luis Enrique. Grande appassionato non solo di calcio, ha partecipato anche all’edizione 2023 portandola a termine con successo in coppia con Tomás Latorre nel team Unzúe, in omaggio al suo amico Juan Carlos Unzúe, ovvero l’ex calciatore e allenatore che è affetto da SLA. L’ex commissario tecnico della Spagna si era classificato 38° (su 89) nella categoria Grand Masters e 316° (su 516) nella classifica generale, con un tempo complessivo di 45 ore, 17 minuti e 32 secondi. Per la terza volta dunque dopo il 2013 e il 2018, Luis Enrique è riuscito a portare a termine la durissima gara a coppie.


Hanno provato tutti: da Gibo Simoni a Nibali fino a Valverde e Indurain. Facile per chi di mestiere ha sempre dato colpi di pedale. Ma la Cape Epic ha sempre attirato tutti. L’americano Ben Bostrom, vincitore del campionato mondiale Superbike nel 2000. Sulla linea di partenza si è presentato anche Jonas Colting, lo svedese che ha vinto l’Ultraman delle Hawaii due volte. Al via, un anno, anche Rafael Medina Abascal, il 20° Duca di Feria. Discendente della reale famiglia spagnola, ha fondato una linea di moda maschile di successo in Europa ed è stato incluso nella lista internazionale dei meglio vestiti di Vanity Fair nel 2007. Ex calciatori, giocatori di rugby come John Smit, Butch James, Joel Stransky (tutti vincitori della Coppa del Mondo) e Stefan Terblanche. Curiosamente, tutti e quattro hanno giocato per gli Sharks.












