Perché si inizia a correre in bici? Qualcuno lo fa perché il ciclismo è la passione di famiglia, qualcun altro lo fa per imitare i suoi idoli d’infanzia, c’è magari chi lo fa per tenersi in movimento e magari buttare giù dei chili. E poi c’è chi inizia a pedalare perché ha scommesso una fiorentina con un amico, come è successo a Filippo Ercolani. Amatore quasi 52enne nato a Forlì, ma che ormai da diverso tempo a Cesena, e che lavora come capo area per un’azienda che produce motori per l’automazione e per la casa.
«La passione per il ciclismo è partita per gioco. Tutto è successo abbastanza recentemente, sono infatti solo cinque anni che ho iniziato questo sport. Io ho sempre giocato a calcio, ma qualche anno fa ho deciso di smettere e in poco tempo ho preso su chili. Quindi ho iniziato a pensare a un modo per dimagrire e un giorno un amico ciclista, nel 2019, mi lancia una sfida. Iscriviti alla Hero e ci giochiamo una fiorentina: se arrivi in fondo pago io, se non finisci la gara paghi tu. Io ho preso la cosa sul serio, sono andato da un nutrizionista per farmi consigliare una dieta adatta e ho iniziato ad allenarmi seguito da un ex professionista della mia zona, Alessandro Malagutti. Lui mi ha fatto una tabella di allenamenti personalizzata. Purtroppo il covid ha fatto saltare il Hero 2020, ma io ho continuato la preparazione ho perso 15 chili in un anno e ho preso parte all’edizione del 2021».
E ha vinto la Fiorentina?
«Sì. Nel 2021 ho concluso la corsa e dopo mi sono gustato la fiorentina della vittoria. Da quell’esperienza lì mi è però rimasto dentro qualcosa e ho continuato a pedalare. Il problema è che conoscendo il mio carattere mi devo dare sempre degli obiettivi, altrimenti non riesco poi ad allenarmi costantemente, anche perché il lavoro che faccio non mi permette di aver costanza, soprattutto in inverno. Quindi ho bisogno di stimoli per fare certi sacrifici».

Così è arrivato al Prestigio?
«Sì. L’idea del Prestigio nasce quest’inverno quando, comprando la rivista MTB Magazine, ho letto del circuito e delle tappe di quest’anno che mi ispiravano molto. Quindi mi sono rivolto a mia moglie Paola e gli ho proposto di unire il camper alla bicicletta. Noi abbiamo un camper con cui spesso viaggiamo alla scoperta di nuovi posti. Quindi mi sono detto che era arrivato il momento di unire le due cose e fare 6/7 trasferte l’anno dove io potevo prendere parte alle gare e lei trovare dei posti nuovi dove fare trekking. L’idea è piaciuta molto anche a lei. Mia moglia ha accolto con entusiasmo la proposta e abbiamo iniziato questa avventura. Diciamo che quando si riesce a unire più interessi si fa tutto con più piacere».
L’avventura del Prestigio che nei prossimi due mesi come si conclude?
«Delle tre corse rimaste probabilmente andrò a fare la Castro Legend. Perché la Mythos il 7 settembre non riesco. Essendo in ferie in questo periodo mi sto allenando poco e non vorrei lasciarci il cuore lassù. Mentre L’Etna Marathon è una trasferta impegnativa che sicuramente metterò tra quelle da fare il prossimo anno. Per andare giù in Sicilia servo tre/quattro giorni, se non addirittura una settimana, e in quel periodo, quest’anno, non sono riuscito a prendere ferie. Però già sentito tre/quattro amici che la vogliamo fare il prossimo anno. Secondo me, per la prossima stagione, dovremmo riuscire a fare un bel gruppo per fare tappa in Sicilia».

L’anno prossimo il suo obiettivo è confermarsi come un prestigioso?
«Ovviamente, ma cercando di cambiare le gare. Perché a me piace vedere percorsi diversi e scoprire posti nuovi. Quindi la priorità l’avranno sicuramente le corse non fatte nel 2024, come ad esempio la Mythos. Inoltre, dal prossimo anno, vorrei provare a fare tutte le gare più iconiche di MTB, sia presenti nel Prestigio, che non. Ci sarà certamente da considerare il tempo e le spese. Perché il Prestigio è una bellissima iniziativa, è un bellissimo circuito molto affascinante, ma comporta comunque tanti sacrifici e un grande impegno. Perché non è la coppa regionale, che hai tutte le corse vicine. Io quest’anno mi sono fatto tre trasferte da 600 chilometri e se il prossimo anno punto alla Sicilia sono il doppio. Si tratta di un Giro dell’Italia in tutti i sensi. Però è una cosa che voglio assolutamente rifare il prossimo anno perché ti permette di vedere e scoprire luoghi stupendi, dove sicuramente tornerò in vacanza».
Qual è la Gran Fondo che le è piaciuta di più di quelle corse quest’anno? E una che rifarebbe il prossimo anno?
«Una che assolutamente rifarei è la Dolomiti Superbike, perché ho un conto aperto visto che sono un paio di anni che provo a finire il percorso lungo, ma entrambe le volte ho avuto problemi intestinali e non sono ancora riuscito a portarla a termine. Mentre tra quelle che ho finito l’Alta Valtellina è la corsa che mi è piaciuta più di tutte. Per quanto, forse, è una delle più dure, in quanto ha un percorso impegnativo sia in salita che in discesa. Presenta però panorami e tratti di sentiero che valgono da soli il famoso “prezzo del biglietto”. Poi devo dire che anche la Sinalunga e Orvieto le ho trovate molto belle per via dei loro percorsi molto tecnici e non banali».

Corre solo in mountain bike o anche su strada?
«Faccio entrambe. Però uso di più la mountain bike perché tutti i miei amici escono principalmente con quella, quindi io ho seguito loro. Anche se poi mi alleno spesso da solo. Per via del lavoro, infatti, posso uscire a pedalare solo il sabato e una volta durante la settimana. Ma quando sei in mezzo al bosco non importa che tu sia in compagnia o meno. La calma, la serenità e la tranquillità ti trasportano e ti isolano dal mondo. Io mi rilasso proprio appena imbocco il sentiero. Lungo il tragitto mi fermo spesso a guardare il panorama, a bermi una mia borraccia d’acqua e a farmi uno spuntino seduto nella panchina. Per me è bellissimo vivere questa esperienza con calma, senza dover guardare il cronometro e stare sempre a controllare quanto tempo ci metto. Il bosco e i suoi sentieri sono più rilassanti della strada. La bici da strada, però, mi piace. Tant’è che il prossimo anno penso di fare anche qualche Gran Fondo su strada. Per ora ho fatto solo la Via del Sale lo scorso anno. Quest’anno, facendo il Prestigio, mi sono concentrato soprattutto sulla MTB».















