L’amore di una comunità per un territorio unico, salvaguardando ma soprattutto valorizzando, donando a chiunque capiti in valle per un weekend o per una gita fuori porta un’accoglienza familiare: con l’orgoglio di fare parte di un progetto che anno dopo anno consolida le fondamenta nel binomio natura e bici. La Val Di Sole, tredici comuni dislocati su 600 erotti metri quadri di un “dipinto” naturalistico multisensoriale, dove le imperiali Dolomiti affascinano e troneggiano le bianche vallate in inverno e i verdi prati d’estate e primavera. Un paesaggio ed un territorio di rara bellezza che richiama ogni anno famiglie e sportivi da tutto il mondo, con un grande afflusso degli amanti della MTB e delle ruote grasse.
Qualche anno è passato da quel 2008 dove, nel comune di Commezzadura precisamente, tutto cominciò ospitando i Campionati del Mondo DH e XC; da li in poi il treno è lanciato e si susseguono così Eventi su Eventi di caratura sempre più importante.

Passando poi per altre svariate date di Coppa del Mondo e Campionati Mondiali di MTB e DH con la temutissima ma allo stesso tempo affascinante pista Black Snake; le tre edizioni in cui la Coppia del Mondo UCI di Cyclocross che hanno portato sulla neve del percorso di Vermiglio atleti del calibro di Mathieu Van Der Poel, Van Aert e Tom Pidcock; i diversi passaggi del Giro d’Italia; sino a allo scorso giugno, dove è andata in scena la tappa del WHOOP UCI MTB WORLD CUP
Una storia lunga sedici anni, con “molte idee e prospettive per il futuro ma con le radici ben ancorate ai valori di questa terra” come ci confida Fabio Sacco, direttore di APT Val di Sole, che anni si occupa di far crescere e valorizzare ogni aspetto turistico ed Evento sportivo della valle trentina; ed è proprio Fabio che ci fa da guida in quella filosofia vincente che lega tutta la comunità a raggiungere obiettivi sempre più blasonati.

Sacco, dalla Campionati del Mondo 2008 alle World Series dello scorso giugno…
«E’ cominciato tutto con un pizzico di follia e anche incoscienza in quel 2008 se vogliamo, poi da li gli eventi si sono susseguiti e anche noi ci siamo sempre più migliorati nel corso degli anni. Le World Series sono l’Evento che noi ospitiamo nel territorio: un grande sforzo organizzativo che permette ad un territorio di montagna come il nostro di organizzare un evento dove accogliamo circa 20.000 persone tra pubblico, atleti, team e staff, turisti. I segreti di questa riuscita però sono due…».

Quali?
«Due parole: volontari e comunità. Teniamo conto che i volontari sono circa 300 ad ogni evento che salgono anche da fuori valle e questo credo sia spettacolare: passione allo stato puro che sono queste persone dimostrano, dalle piccole alle grandi cose affinché tutto funzioni al meglio. Poi la comunità, che sente ogni evento come fosse proprio. Il mese di giugno poi è ottimale anche per il turismo estivo alle porte, con Warner Bros Discovery Sport con cui siamo in collaborazione abbiamo indicato questo periodo come ideale per gli eventi».
L’agonismo lancia il turismo…
«E’ esattamente questo il motivo per cui dedichiamo anima e cuore ad ogni manifestazione. Il nostro obiettivo è proprio quello di migliorare sempre di più sia dal lato organizzativo ma soprattutto per accogliere turisti e famiglie nei nostri luoghi e dar loro un’esperienza unica».

Cosa c’è nel futuro di Val Di Sole?
«Intanto a giugno tornano la Coppa del Mondo e poi 2026 i Campionati Mondiali per la quarta volta con DH XC. Stiamo ampliando le strutture dei Bike Park in zona Dimaro e Commezzadura così come le attività legate al mondo bici e non solo;evoluzione poi vuol dire essere sempre in movimento e i 300 km di tracciati naturali anch’essi in ampliamento hanno bisogno di manutenzione e cure, oltre al tracciamento dei nuovi percorsi e piste adatte a tutti o come la scuola di MTB».

16 anni di eventi, c’è un aspetto che sorprende ogni volta?
«La passione e l’entusiasmo, ogni volta e ad ogni evento rimango dopo anni ancora basito da questa passione pura che ogni volontario e addetto dimostra. E la comunità locale o meglio, la nostra Legacy come la chiamo io, l’eredità di questi posti: questo rapporto tra abitanti e organizzazione è davvero importante».










