Franz Hofer: un anno senza gare. Cosa è cambiato?

Franz Hofer
L'arrivo a braccia alzate, in solitaria, di Franz Hofer alla South Garda Bike del 2013
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Prima nel cross-country, vincendo anche un titolo italiano, poi nel marathon, per trent’anni la mountain-bike ha letto il nome di Franz Hofer negli ordini d’arrivo. Alla fine del 2023, però, Franz ha annunciato il suo ritiro dalle competizioni, terminando la sua carriera e accasandosi come collaboratore di Scott, marchio per il quale aveva avuto i suoi anni migliori da pro.

Il bolzanino classe ‘81, adesso, non è soltanto specialista tecnico per uno dei brand più famosi al mondo, ma resta un gran “manico” nel guidare la bici e ancora, a quarantatre anni, in ottima forma fisica. Infatti, sui social lo abbiamo visto postare video di folli giri dolomitici, dei filmati davvero mozzafiato per la bellezza del panorama e per la difficoltà tecnica dei trails su cui sono stati registrati: sentieri sui quali non si può sbagliare.

Lo abbiamo raggiunto al telefono per sapere come sta vivendo la mountain-bike a un anno dal ritiro, e per saperne di più riguardo alle sue ultime “pazze” avventure. Ecco cosa ci ha detto.

Questione di nostalgia dell’adrenalina per Franz Hofer

«Le gare, a chi le corre, sanno regalare emozioni uniche e forti dalle quali è difficile staccarsi, indipendentemente dai risultati. Certo, poter finalmente stare con la famiglia per godersi il tempo insieme è stata una liberazione, ma ho subito lo stacco netto da quel mondo adrenalinico: sentivo il bisogno di ricercare sensazioni simili».

Nel 2024 la bici è stata passione e lavoro

«Sono diventato guida mtb, lavoro per Scott e ho sempre vissuto sulle montagne, direi che la somma è inevitabile: se sei un biker, rimani un biker. La passione si è unita al lavoro ed è stato naturale lasciarmi trasportare in avventure affascinanti come quelle che ho postato sui miei profili social. Per questo, devo molto al mio amico Andreas Tonelli, il quale ha sempre cercato di coinvolgermi in queste attività: mi sono sempre tirato indietro, nonostante la tentazione, per dovere verso le squadre e gli allenamenti, ma adesso ho la libertà di godermi la bici nel modo che preferisco: queste sono le avventure più belle che abbia mai fatto in sella. Certo, ci sono dei tratti estremamente tecnici in cui non si può e non si deve sbagliare, ma è un vero regalo poter vivere la natura in questo modo: ogni giorno ci se ne innamora di nuovo».

La montagna: casa e privilegio

«Sono stato innamorato della vita in montagna sin da piccolo, fa parte del mio quotidiano. Ho iniziato a correre nel fuoristrada proprio per il piacere di vivere la natura anche nello sport: dopo trent’anni di allenamenti e gare, sono tornato ad amare quelle sensazioni esattamente come la prima volta, per il semplice gusto di pedalare. Certi giri e certi sentieri sono molto difficili, tecnici e pericolosi, ma vi posso assicurare che, la vista offerta, ripaga ogni pedalata. Ho avuto il privilegio di poter vedere luoghi incontaminati e storici che solo in pochi al mondo hanno la fortuna di aver battuto. Sono grato a questo sport che, ancora, sa sorprendermi».