Quando si spegne la lampadina? Forza mentale, ma non solo

Mentale
Giornate di crisi fanno parte del gioco
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E’ capitato a tutti, a chi prima, a chi dopo. Quel momento in cui, durante un’uscita in Mtb, improvvisamente il serbatoio si è fatto vuoto. La gamba non girava più, la mente iniziava a vacillare, il paesaggio (fino a un attimo prima emozionante) si faceva ostile. E poi, come un’oasi nel deserto, il traguardo.

Se sei qui ancora a leggerci, probabilmente la giornata difficile non sarà stata sufficiente a soffocare la passione per la Mtb e ne siamo felici. Ma ovviamente, tutto si può riproporre, e imparare a gestire al meglio queste situazioni può essere davvero di grande aiuto. E poi, come sempre, qualche consiglio per i neofiti non guasta mai: magari, le prossime righe, un giorno (auguriamo lontano) vi semplificheranno il lavoro. Lo speriamo.  

Innanzitutto, quando si spegne la lampadina, le cause possono essere le più diverse: una gestione errata delle energie (o più banalmente un ritmo troppo sostenuto), un’alimentazione inadeguata, o semplicemente una giornata storta. Ma, insomma, cosa fare quando si resta “a secco”?

Pedalare. La prima risposta è tanto semplice quanto fondamentale: il peggio che si possa fare in quei momenti è cedere all’istinto di mollare “un attimo”. Le pause troppo lunghe, infatti, contribuiscono solo a irrigidire ulteriormente la muscolatura e a far calare la concentrazione. Il corpo rallenta, la mente si distrae, e ripartire poi diventa ancora più difficile.

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Continuare ad alimentarsi, anche con bevande zuccherine rimediate lungo il tragitto, permette di andare avanti con qualche energia in più

Serve invece un cambio di passo, ma non nel senso di accelerare: occorre trovare un ritmo sostenibile, regolare, adatto alla nuova condizione, e portarlo avanti (magari monitorando watt o FC) con determinazione. Anche se si tratta di un ritmo “lento”, sufficiente appena a muovere la bici. Ogni pedalata deve avere l’obiettivo di avvicinare al traguardo, che sia casa, il parcheggio, o uno striscione d’arrivo vero e proprio.

Fondamentale è anche continuare ad alimentarsi, anche se l’appetito potrebbe sembrare scomparso. Uno snack, un sorso di acqua, maltodestrine o una qualche bevanda zuccherina: anche solo quel tanto che basta per non spegnersi del tutto.

Spesso poi la crisi non è solo fisica, ma anche mentale, con lo sconforto che può prendere il sopravvento. Un po’ di musica può magari aiutare a isolarsi dalla difficile realtà. Ma poi bisogna rimanere calmi. Come abbiamo detto, il gioco è spesso mentale. Alla fine, nei momenti più duri, non resta che affidarsi alla propria testa. Pensare che ogni salita ha una fine, che ogni crisi passa. In fondo, come nella vita di tutti i giorni, il momento in cui tutto sembra andare storto potrebbe rivelarsi, a posteriori, il più formativo e significativo del proprio percorso su due ruote.