
Ormai ci siamo quasi: manca davvero poco al Campionato del Mondo Marathon e siamo sicuri che ne vedremo delle belle. Certo, non conosciamo ancora i convocati del CT Mirko Celestino, ma i dati del percorso sono impressionanti. E immaginiamo che il Commissario Tecnico della Nazionale Italiana avrà il suo bel da fare nel selezionare gli uomini giusti per questa prova.
Ma non vogliamo tenervi ulteriormente sulle spine: il 6 settembre, la Grand Raid deciderà l’assegnazione del titolo iridato, lungo i suoi 125 chilometri per 5.025 metri di dislivello. Sarà un infinito ed estenuante “su e giù” per le Alpi Vallesi, da Verbier a Grimentz.
Per chi non la conoscesse, questa è una gara storica: si corre dal 1990 ed è tanto affascinante, quanto difficile. Sembra durissima, non è vero? Beh, lo è!
Campionato del Mondo Marathon: una prova iridata ricca di difficoltà
Effettivamente, per gli atleti al via, le difficoltà non mancheranno. E, prima di tutto, bisogna contare quelle legate proprio all’ubicazione.
L’adattamento alla quota e la capacità di fare sforzi in altura non sono fattori di poco conto. Infatti, l’altitudine media sarà sempre intorno ai 1500 metri sul livello del mare, con diversi scollinamenti a sfiorare quota 3000. Insomma, non certo una passeggiata, nemmeno dal punto di vista delle temperature. A ciò, bisogna aggiungere la forte probabilità di pioggia o, quantomeno, una marcata variabilità. Si sa: il tempo cambia rapidamente in montagna.

E poi il terreno: compatto, ma naturale e tecnico. Ricco di sassi, radici e passaggi propri solo delle zone montane. Non mancheranno tratti bagnati e infidi, oltre a passaggi sul “morbido” molto lenti, specialmente negli attraversamenti dei pascoli. Ma, tra salite lunghissime e interminabili discese, lo spettro della “crisi” o dell’errore di guida (probabilmente) sarà un fattore determinante. Le rocce montane, spesso, possono risultare taglienti: le forature saranno un’incognita da non sottovalutare. Così come i guasti meccanici, specialmente in caso di maltempo.
L’altimetria è brutale: oltre alla lunga distanza, la quantità totale di dislivello è davvero impressionate. Oltretutto, la media oraria non sarà certo alta: la tortuosa sentieristica alpina rallenterà molto la marcia dei corridori in gara. Non vedremo gli stradoni e gli strappi brevi di Snowshoe 2024: questo sarà un Mondiale per scalatori veri.
Il fatto che sia una gara in linea, poi, impone di visionare tutto il tracciato almeno una volta. Non solo per studiare le linee migliori, ma anche per elaborare un’adeguata strategia di gestione delle forze. Dunque, la preparazione nei giorni antecedenti sarà fondamentale: oltre ad una mtb settata a puntino, verrà messa alla prova anche la “memoria” nell’affrontare al meglio le sezioni più difficili.
A proposito di scalatori, in qualche tratto ci sarà addirittura da “scarpinare” con la bici a mano. Giusto, o sbagliato? Chissà. Una cosa è certa: la mountainbike all’avventura (e in un certo senso, la Marathon è anche questo) è ricchissima del cosiddetto “portage”. A nostro parere, questa Grand Raid condensa in sé tutta l’essenza della mtb sulle grandi distanze. Ci sarà da divertirsi!











