
Quest’anno, nel Downhill, stiamo assistendo ad una delle più serrate lotte per la leadership mai viste. Da una parte, Jackson Goldstone col suo giovane talento e, dall’altra, Loic Bruni con la sua esperienza, si contendono ogni gara. Abbiamo ragione di credere che, anche al Campionato del Mondo di Champéry in programma dal 4 al 7 settembre, sarà lo stesso.
Il percorso è stato spesso inserito nel calendario di Coppa del Mondo, ospitando addirittura un Europeo. Ecco i dati principali del tracciato: saranno 582 metri di dislivello negativo in appena 1.7 km. Insomma, una grande perdita di quota in pochissimo spazio significa pendenze ripidissime e velocità folli. Non a caso, quella di Champéry, è una delle prove più tecniche e “pazze” di tutto il circuito: giusto renderla giudice dei campioni iridati.

Il percorso presenta un avvio molto rapido: un vero e proprio lancio, da fare in apnea per qualche secondo. E poi, i riders si lanceranno nella boscaglia, rimanendo gomito a gomito con gli alberi fino alla fine del percorso. Il fondo non è perfetto, seppur velocissimo: tante compressioni da affrontare a mille all’ora e toboga nei quali affidarsi alle sponde. Sarà, dunque, una prova molto fisica in cui non dovrà mai mancare la concentrazione e la lucidità. Infatti, il terreno “rotto” costringerà i riders a muoversi molto sulla bici, mentre le varie sezioni “cieche” e multi-linea costringeranno gli atleti a guidare “a memoria”.
Ricordare ogni “taglio” e ogni traiettoria sarà fondamentale, specialmente nella parte centrale del course. Qui, infatti, vi sono numerosi anticipi su cui inserirsi al momento giusto: un tempismo sbagliato significherebbe perdere numerosi secondi sul cronometro.

Tornando alla sfida Goldstone-Bruni, ci sarà da divertirsi. L’inventiva del primo e la precisione chirurgica del secondo si adattano benissimo alla discesa di Champéry. I possibili outsiders, considerando lo stato di forma dei due favoriti, potranno inserirsi soltanto nel caso degli errori altrui. Sarà, dunque, un dualismo assoluto? Attenzione alle possibili piogge: l’acqua, si sa, mette ogni biker sullo stesso piano.
Manca poco e lo scopriremo!















