
A quasi un anno di distanza torniamo a parlare di copridisco nel mondo del Downhill, con idee molto più definite rispetto allo scorso anno. Nel 2024 ci eravamo lasciati con dubbi sull’effettiva funzione di questi accessori, ma oggi la situazione è ben diversa: i copridisco stanno guadagnando a ragione spazio nelle competizioni, soprattutto nei tracciati più estremi e nelle condizioni meteorologiche più impegnative.
Ormai anche in Coppa del Mondo si vedo atleti correre con i copridisco
L’articolo pubblicato lo scorso anno mostrava il prototipo utilizzato da Loïc Bruni (forse pronto?), che evidenziava come questi accessori possano trasformare una mountain bike da Downhill in una vera e propria moto da pista. Dalla tappa di Les Gets, però, tutto è diventato più chiaro: diversi top rider (anche se, non tutti) hanno deciso di scendere in campo con i copridisco, dimostrando che la tendenza non è più un esperimento isolato. Tra questi figuravano nomi di spicco come Andreas Kolb, arrivato terzo, Loïc Bruni, quinto, Luca Shaw, sesto, Amaury Pierron, ottavo, Joe Breeden, decimo, Laurie Greenland, undicesimo, Loris Vergier, tredicesimo (eccetera eccetera).

Ma allora, perché? La scelta dei “plasticoni” non è casuale: il fango che si accumula sui tracciati dopo piogge intense mette a dura prova le performance dei freni durante tutta la discesa. La loro funzione è dunque quella di proteggere da acqua, fango e detriti.
Rimangono però delle perplessità
Alcuni dubbi principali restano. Il peso extra, pur considerando che nel Downhill risulti quasi ininfluente. Ma soprattutto altri aspetti riguardo il montaggio: se non progettati correttamente, i copridisco possono accumulare fango al loro interno, rischiando addirittura il punto e a capo, se non peggio.


Un altro limite potrebbe riguardare poi la ventilazione dei dischi. Il raffreddamento del disco, infatti, diminuisce leggermente, ma bisogna dire che sono studiati appositamente per le giornate più estreme, quando le condizioni meteo diventano proibitive, con temperature rigide.
Sui futuri sviluppi, staremo a vedere. Ciò che è certo è che, oltre al Downhill, l’uso dei copridisco potrebbe estendersi ad altre discipline, soprattutto quelle di gruppo, come la bici da corsa e l’XC. In questi contesti, oltre all’utilità, la loro funzione potrebbe avere un ulteriore risvolto: la sicurezza, tema oggi di grande attualità.












