Le discese “veloci”: semplici, solo in apparenza

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Discese veloci, questione di confidenza con il terreno e con la bici. E poi, grande importanza, il muoversi in sella in maniera corretta
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Ogni discesa ha il suo carattere. Ci sono i single track tecnici, stretti e tortuosi, che mettono alla prova il controllo e la precisione. Ci sono le discese rocciose (i cosiddetti “rocky garden”), giardini di pietre dove equilibrio e scelta della linea diventano fondamentali. Le discese lente, con radici, pietre, dove di tutto c’è bisogno un po’. E poi ci sono loro: le discese veloci. Apparentemente lisce, a tratti come tavoli da biliardo… ma in realtà tra le più insidiose da affrontare. Quelle che in gara fanno davvero la differenza e impensieriscono molti ma molti biker, anche esperti.

Il motivo è presto detto: la velocità. Più si va forte, meno margine di errore si ha. E quando il terreno scorre sotto le ruote a grande velocità, ogni minimo sbaglio “si paga”, in termini di secondi o nel peggiore dei casi di “dritti”. Cercando di analizzarle, le discese veloci non richiedono solo tecnica, ma lucidità, reattività e una piena consapevolezza del proprio mezzo e dell’ambiente circostante.

A differenza delle discese tecniche, dove il ritmo è più lento e si ha il tempo di “leggere” il terreno, le discese veloci obbligano a prendere decisioni in frazioni di secondo. Per capire la traiettoria giusta serve dunque una conoscenza profonda della risposta della bici, ma soprattutto del terreno. Il fondo compatto o sabbioso, le buche nascoste, gli avvallamenti, le curve cieche, tutto può fare la differenza tra una linea pulita (da mantenere comunque con un una corretta e bilanciata posizione in sella) e un errore difficile da gestire.

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Dita sempre sui freni. Per performare, però, non bisogna mai “aggrapparsi”. (credit: Bartek Woliński / Red Bull)

Uno degli errori più comuni? Frenare, troppo o nei momenti sbagliati. Chi è meno esperto tende ad aggrapparsi ai freni per sentirsi più sicuro. Ma in una discesa veloce questo atteggiamento è davvero penalizzante. Serve il giusto tocco: frenare poco, ma nei punti necessari. Ma poi è anche una questione di postura (sul dritto, anche il più possibile aerodinamica), attitudine in sella e movimenti (con conseguenti spostamenti di peso) al momento giusto (pensiamo magari ad una discesa con “tornantoni” ampi).

Per scendere veloci su questo tipo di sentieri c’è bisogno di un equilibrio tra fiducia e controllo, istinto e tecnica. Insomma, per raggiungere la perfezione, un mix di cose. Serve dunque allenamento e il consiglio è, si si vuole e deve migliorare, di farsi aiutare da amici-biker più esperti o istruttori di guida.

Insomma, ecco spiegato in poche righe perché le discese veloci sono tanto affascinanti quanto temibili. A differenza di ciò che si può pensare, spesso non servono ostacoli evidenti per mettere alla prova (o scavare un gap di tanti secondi): basta la velocità. E niente è così appagante come le discese veloci, quando le si affrontano con la giusta padronanza. Quando la bici sembra danzare con il terreno e la semplicità apparente si trasforma in arte.

E tu, come te la cavi?