Bici e team che cambiano faccia: il passaggio da Ridley a Nukeproof

Nukeproof
Grosse novità in casa Nukeproof
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A partire dalla stagione 2026, il team di Coppa del Mondo KMC-Ridley Mtb Racing Team cambierà identità diventando ufficialmente KMC-Nukeproof, aprendo un capitolo inedito sia per la squadra guidata da Bart Brentjens (campione olimpico ad Atlanta ’96 e mondiale a Kirchzarten ’95) sia per il marchio britannico.

Nukeproof è da sempre sinonimo di Gravity, in tutte le sue discipline, un settore in cui ha costruito la propria reputazione grazie anche ai successi di atleti iconici come Sam Hill. L’ingresso nel Cross Country di alto livello rappresenta quindi una svolta importante, resa possibile anche dal fatto che Nukeproof e Ridley fanno oggi parte della stessa realtà industriale, la Belgian Cycling Factory.

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La bici sarà molto simile a questa, utilizzata dal team nel 2025

Si passa dalla Ridley Raft XC alla Nukeproof Hyperfly

Per l’inizio della stagione 2026, il Team utilizzerà infatti un telaio ben conosciuto, il Ridley Raft XC, che verrà però ribattezzato Nukeproof Hyperfly. Ma non si tratterà di un semplice cambio di adesivi: la bici adotterà infatti piccoli cambiamenti, tra cui un carro rivisto, pensato per ridurre ulteriormente il peso rispetto alla versione attualmente in commercio.

Ma parallelamente, Nukeproof guarda già oltre. Dalle informazioni raccolte, come confermato dal Global Brand Director Clive Gosling, da circa due anni è in fase di sviluppo un nuovo telaio Cross Country/Down Country, destinato a raccogliere l’eredità dell’Hyperfly. Il progetto, chiamato Megafly, da quanto comunicato punterebbe a combinare prestazioni da Cross Country puro con una maggiore versatilità, grazie ad alcune possibilità di regolazione. Il prototipo in configurazione DC dichiara un peso di circa 1.700 grammi in taglia media.

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Altra foto di questa Nukeproof Hyperfly
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La squadra può contare su un ottimo comparto giovanile

Pronta una nuova mtb: la Megafly

Inizialmente progettata attorno a ruote da 29”, la Megafly potrebbe però evolversi ulteriormente. Dopo alcuni test effettuati a Mont Saint-Anne con bici dotate di ruote da 32”, Bart Brentjens e alcuni atleti del team hanno espresso sensazioni estremamente positive, spingendo il marchio a valutare seriamente questa soluzione. L’escursione posteriore dovrebbe attestarsi intorno ai 100 millimetri, forse aumentabile, e verrà proposta una gamma taglie ampia.

Sul fronte atleti, la squadra manterrà una struttura solida e competitiva, composta da uomini e donne, Under23 ed Élite. Su tutti spiccano i nomi di Julian Schelb e Kelsey Urban, campionessa americana con alle spalle una buona stagione in Coppa. Vedremo se questo cambio darà i suoi migliori frutti e soprattutto se ci sarà questa annunciata 32er.