
Il ciclismo dall’altra parte del mondo è molto diverso da quello che noi europei conosciamo. E’ fatto anche di sfide a distanza, di test estremi, di esperimenti “televisivi”. Tutte cose per noi abbastanza insolite. E anche stavolta lo possiamo confermare. Cam Jones, un nome noto delle lunghe distanze, ha sfidato “in differita” il record del campione del mondo XCM Keegan Swenson sul grande anello White Rim Loop nello Utah. Per farlo, ha utilizzato set-up e strategia particolari.
Vediamo come è riuscito a risicare ben 5 minuti al primato dell’iridato 2025.
160 km nel deserto: numeri e difficoltà del percorso
Il venticinquenne neozelandese ha completato i 160 chilometri del White Rim Loop in 5 ore, 23 minuti e 27 secondi, mantenendo una media di circa 30 km/h su un tracciato tutt’altro che semplice (qui il link Strava). Il percorso, che si snoda all’interno del Canyonlands National Park nello Utah, alterna lunghe strade sterrate, tratti tecnici e fondi sconnessi, rendendolo più simile a una Marathon che a un classico percorso gravel.

Proprio per questo Jones ha scelto una configurazione decisamente particolare: una Scott Spark World Cup RC, quindi una mountain bike Full, adattata però con manubrio da corsa. Una vera “Monstercross”, capace di unire l’efficienza e la posizione aerodinamica di una gravel alla capacità di assorbimento e controllo tipici di una mountain bike.
Spark World Cup RC, assetto e posizione: i dettagli della bici di Jones
La Spark World Cup RC utilizzata da Jones è stata modificata con un attacco manubrio molto corto e con inclinazione fortemente negativa, soluzione pensata per replicare la posizione aggressiva tipica delle competizioni Mtb, ma mantenendo i vantaggi del drop bar. Una scelta tecnica che ha permesso al neozelandese di affrontare lunghi tratti veloci in modo più efficiente, senza sacrificare la stabilità nei settori più accidentati.

Questo tipo di configurazione rappresenta una delle tendenze più interessanti del momento nel mondo endurance off-road. Le Monstercross, nate dall’unione tra Mtb e Gravel, hanno trovato sempre più spazio nelle competizioni più lunghe e nei percorsi misti, dove la capacità di mantenere velocità elevate su terreni difficili diventa fondamentale. Da qualche mese però sono state bandite dalle storiche competizioni americane (qui l’approfondimento).
Cam Jones: specialista dell’endurance e delle sfide fuori programma
L’impresa di Jones non arriva però per caso. Il campione dell’Unbound Gravel e del Life Time Grand Prix 2025 ha già dimostrato di amare le sfide fuori programma tra una gara e l’altra. Lo scorso novembre aveva già stabilito un altro record sul Massanutten Ring in Virginia, un tracciato di 111 chilometri estremamente tecnico, mentre a dicembre aveva completato la Rapha Festive 500 in sole 13 ore, confermando la sua attitudine alle imprese endurance.

Il White Rim rappresenta però qualcosa di diverso: non è stato un tentativo improvvisato, ma un progetto studiato nei minimi dettagli (purtroppo non conosciamo i dati di potenza, ma sicuramente notevoli), con la collaborazione del videomaker Danny Awang (il video completo uscirà presto sui canali social di Scott USA) e una bici preparata appositamente per l’occasione.
Il nuovo record conferma non solo le capacità del neozelandese, ma anche l’efficacia della configurazione Monstercross. Un segnale interessante in vista delle prossime competizioni endurance e, in particolare, del Life Time Grand Prix, dove per la prima volta non ci saranno ibride.














