
La tappa di Coppa del Mondo in Corea del Sud, andata in scena nel primo weekend di maggio, ha aperto la stagione 2026 della manifestazione internazionale. Soprattutto nel downhill, però, il tracciato di YongPyong (caratterizzato da alta velocità, compressioni importanti e margini d’errore ridotti) ha messo in difficoltà numerosi atleti, con un impatto notevole anche sul fronte degli infortuni.
Tra le conseguenze più rilevanti figurano i casi delle inglesi Tahnee Seagrave e Louise Ferguson. Entrambe le atlete coinvolte hanno riscontrato pesanti conseguenze che condizioneranno il prosieguo della loro stagione.
Tahnee Seagrave costretta ai box per almeno un mese
Seagrave è stata vittima di una caduta durante la fase di qualificazione. L’impatto ha aggravato un già preesistente infortunio al gomito, costringendo la britannica a uno stop stimato tra le quattro e le sei settimane.
«Mi sono infortunata al gomito nelle qualifiche della prima tappa di Coppa del Mondo della stagione e sarò fuori per circa 4-6 settimane. Un vero peccato dopo il lungo inverno passato a riabilitare la schiena!», scrive sul proprio profilo social Seagrave, che già rientrava da un altro infortunio, questa volta alla schiena.

L’atleta Orbea ha poi raccontato che la caduta, in realtà, è semplicemente andata a riacutizzare un problema accusato in passato al gomito: «Nel 2016 mi sono rotta il legamento mediale e ho scelto di non operarmi. La riabilitazione è andata bene e da allora non mi ha dato troppi problemi. Però, in Corea, ho iperesteso il gomito in Q1, il legamento non si era mai rimarginato correttamente. Quindi con questa caduta ho danneggiato ulteriormente tendini e tessuti molli».
Tahnee ha comunque corso in finale in Corea, chiudendo nona, un risultato che non l’ha soddisfatta per niente: «Pur sapendo che la prima gara sarebbe stata solo una questione di arrivare in fondo, dopo la caduta del giorno prima, mi aspettavo molto da me stesso. Io voglio sempre dare il massimo. Quindi, il fatto che il primo risultato dell’anno non mi abbia dato soddisfazione, nonostante tutto il lavoro svolto, brucia. Però, non mi arrendo anche perché al giorno d’oggi è facile lasciarsi ispirare dagli eventi recenti e dai recuperi lampo di atleti come Lindsey Vonn e Ken Roczen. Per questo motivo ora devo di dedicarmi a rientrare il prima possibile e nella miglior condizione».
Terrificante è il bollettino di Louise Ferguson: frattura alla schiena e commozione cerebrale
Più complesso il quadro di Ferguson, coinvolta in un incidente ad alta velocità con conseguenze multiple. L’atleta ha riportato lesioni alle costole e alla colonna vertebrale, oltre che commozione cerebrale e problemi ai nervi. Attualmente, la sua principale preoccupazione è una “frattura instabile alla schiena”, con tempi di recupero ancora incerti e un ritorno alle competizioni sicuramente non nei prossimi mesi.
«Dieci giorni fa ho avuto il più grande incidente della mia vita», si legge nel post recentemente pubblicato da Louise. «Purtroppo sono caduta nella prima sessione di prove libere, della prima tappa di Coppa del Mondo della nuova sede. È stato un volo spaventoso a rivederlo ora, ma sono grata di essere viva e so che le mie ferite guariranno. È la prima volta che mi rompo un osso, quindi è stata un’esperienza pazzesca fratturarmi la schiena e diverse costole in un paese straniero. Sto gestendo anche un paio di altre lesioni, tra cui una commozione cerebrale e problemi ai nervi, ma la preoccupazione principale è la frattura instabile alla schiena».

«Grazie a tutti coloro che mi hanno aiutato sulla pista e al mio team per aver gestito la situazione così bene. Vi voglio bene ragazzi di Nukeproof Axess Racing. La quantità di messaggi che ho ricevuto è stata davvero incredibile e, anche se non riesco a rispondere a tutti, apprezzo davvero ognuno di voi. Non ho mai vissuto niente di così spaventoso prima e tutto l’affetto che ho sentito ha reso quest’ultima settimana molto più sopportabile. Al momento sono ancora ricoverata in un ospedale coreano. Spero di riuscire ad alzarmi questa settimana», continua Ferguson che chiude con ironia: «Mia nonna diceva sempre: “Smettila di cercare di volare e prendi un aereo”».












