L’era della stampa 3D: le nuove selle che hanno conquistato i professionisti

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Il 3D spopola tra i professionisti (credit: mmondini_photo)
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La tecnologia è ormai presente in ogni angolo del mondo della mountain bike. Non si parla più soltanto di telai in carbonio sempre più sofisticati, di sospensioni elettroniche o di cambi wireless capaci di effettuare passaggi di rapporto in una frazione di secondo. L’innovazione sta raggiungendo anche componenti che sembravano con una loro forma definitiva. Uno di questi è la “delicatissima” sella.

La tecnologia avanza anche nel settore delle selle

Nelle ultime stagioni, e in modo ancora più evidente in questo avvio di 2026, le selle con struttura stampata in 3D stanno conquistando il mondo delle competizioni. Basta osservare le biciclette schierate nelle prove di Coppa del Mondo XCO e XCM per rendersi conto di quanto il fenomeno sia diffuso. Quello che inizialmente sembrava un prodotto destinato a pochi professionisti o agli appassionati più tecnologici sta diventando una presenza sempre più comune nelle gare, incluse Ganfondo e Marathon.

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Non mancano atleti che continuano a preferire soluzioni tradizionali. La sella resta uno degli elementi più soggettivi

La ragione è semplice: la stampa 3D permette di creare strutture interne a reticolo impossibili da realizzare con le tecnologie tradizionali. Il risultato è una sella capace di offrire livelli di supporto differenziati nelle varie zone di appoggio, migliorando il comfort senza compromettere la leggerezza e la trasmissione della potenza. In altre parole, più sostegno dove serve e maggiore capacità di assorbire le vibrazioni nei punti più sensibili.

Tutti i principali marchi hanno optato per le selle 3D

I produttori hanno colto rapidamente questa opportunità e oggi parecchi atleti delle principali squadre internazionali utilizzano selle di questo tipo. Specialized, ad esempio, porta avanti lo sviluppo delle proprie soluzioni Mirror insieme agli atleti dello Specialized Factory Racing (qui l’ultima versione), uno dei team di riferimento nel cross country mondiale. Anche Fizik è presente sul mercato, e le loro 3D sono sulle Rockrider di Decathlon Ford Racing Team, così come è ad esempio per Selle Italia, sulle specialissime degli atleti del Thomus Maxon, e per Prologo, sulle Cannondale Factory Racing.

Rockrider
Rockrider di Decathlon Ford Racing Team
Specialized
Specialized è stata tra le prime a entrare in questo mercato

A differenza di ciò che molti ipotizzavano, la presenza di queste selle ai massimi livelli agonistici si sta rivelando non soltanto una questione di marketing. I benefici deriverebbero principalmente da una migliore distribuzione delle pressioni, e il comfort può tradursi in un vantaggio concreto durante le fasi decisive di una gara, che sia un veloce Short Track o una Marathon. Ma il fenomeno non riguarda esclusivamente i professionisti. Le selle 3D stanno trovando spazio anche nel settore granfondistico, dove il comfort assume forse un’importanza ancora maggiore.

Per questo motivo non sorprende vedere un numero crescente di amatori scegliere questo tipo di prodotti, nonostante prezzi elevatissimi. Resta forse proprio questo attualmente il grande scoglio, ma la tecnologia c’è e progredisce a vista d’occhio. Come sempre, ciò che oggi è per pochi, domani potrebbe essere per tutti. Molti appassionati, ancora alla ricerca della sella perfetta, se lo augurano.