Le collaborazioni tra marchi del ciclismo e brand esterni al settore possono apparire come semplici esercizi di stile finalizzate al puro marketing. La realtà è che sono opportunità concrete per dare maggiore visibilità a Mtb e Gravity che, al di fuori dei grandi eventi, faticano spesso a conquistare l’attenzione del pubblico generalista.
Nel mondo delle bici da corsa negli anni abbiamo visto diverse partnership tra aziende di biciclette e marchi “esterni”, anche del lusso. Questi esperimenti nell’off-road sono rimasti invece episodi piuttosto isolati. Eppure è proprio qui che potrebbero avere un impatto ancora maggiore.
La collaborazione tra Adidas e Norco fa bene alle mtb
Quando un nome come Adidas decide di investire in un progetto dedicato al Downhill, infatti, l’attenzione si sposta inevitabilmente anche su un pubblico che normalmente non seguirebbe una gara di Coppa del Mondo. Un progetto, questo di Norco Adidas Race Division, che speriamo possa dimostrare come un linguaggio visivo forte, una narrazione ben costruita e l’unione tra mondi apparentemente lontani possano contribuire a rendere il ciclismo più interessante anche agli occhi di chi non vive quotidianamente questo ambiente.
In occasione della quarta prova della Coppa del Mondo UCI Downhill, in programma a La Thuile, Norco adidas Race Division ha portato al debutto anche un nuovo kit gara e una speciale grafica delle biciclette, sviluppati insieme ad Adidas e realizzati tecnicamente da POC.

La prima collezione della squadra aveva preso ispirazione dal celebre pallone Teamgeist, simbolo della tradizione calcistica di Adidas. Per questa seconda uscita il concept cambia completamente direzione e si ispira invece a uno dei prodotti più iconici del marchio tedesco, le scarpe da calcio Predator. Un nome che, fin dalla loro nascita negli anni Novanta, è sempre stato associato a controllo, potenza e capacità di dominare il gioco.
Da bikers a predatori
Da qui nasce l’idea di trasformare ogni atleta della squadra in un predatore, associando a ciascun rider un animale capace di rappresentarne il carattere e lo stile di guida.

La canadese Gracey Hemstreet viene rappresentata dalla tigre. Il suo modo di affrontare le gare è paziente e calcolato. Però, quando arriva il momento decisivo riesce a liberare tutta la propria esplosività, proprio come il grande felino da cui trae ispirazione.
Per Danny Hart, la scelta è ricaduta invece sul Tyrannosaurus Rex. Una metafora della sua capacità di imporsi quando trova il giusto ritmo e di diventare immediatamente il punto di riferimento della competizione.
La giovane Lina Frener viene invece associata all’orso grizzly. Un animale che rappresenta perfettamente la sua adattabilità e la determinazione con cui affronta ogni tracciato, senza timori reverenziali nei confronti delle avversarie più esperte.
Chiude il quartetto Bodhi Kuhn, identificato con il serpente: apparentemente tranquillo, estremamente controllato, ma capace di colpire con una precisione impressionante nel momento più opportuno.
Il risultato finale è un kit decisamente appariscente, accompagnato da una grafica coordinata anche sulle biciclette del team. Una scelta che va oltre il semplice restyling estetico e punta a rafforzare l’identità della Norco adidas Race Division.
È probabilmente questa la lezione più interessante della collaborazione. Il ciclismo, e in particolare quello fuoristrada, ha bisogno di raccontarsi in modo diverso per uscire dalla propria nicchia.












