Da ormai qualche anno, quando si parla di gel energetici, l’attenzione è concentrata quasi esclusivamente sui carboidrati. Oggi, però, la nutrizione sportiva sta facendo un ulteriore passo avanti e tra gli ingredienti che stanno conquistando sempre più spazio c’è il sodio.
Non è una novità assoluta. Anche nel corso delle nostre consuete interviste su carta, da tempo nutrizionisti e preparatori interessati hanno più volte sottolineato l’importanza degli elettroliti, soprattutto quando le uscite diventano lunghe, le temperature salgono e la sudorazione aumenta. Ma la “novità” è che il sodio non “arrivi” più soltanto attraverso bevande isotoniche o sali minerali, ma sempre più spesso, anche grazie a nuove formulazioni, attraverso gel energetici.
Il mercato si sta rapidamente adeguando. Prodotti come il 226ERS Hydrazero “Acqua di Mare” puntano su un elevato apporto di sodio. Ma oggi la tendenza coinvolge anche marchi storici come Enervit, Maurten, SiS e realtà emergenti come 4Endurance che hanno ampliato la propria offerta con prodotti che affiancano ai carboidrati dosi di sodio decisamente superiori rispetto a quelle di qualche anno fa. Una tendenza che riflette l’evoluzione delle conoscenze scientifiche e delle esigenze degli atleti.

Ma perché tutto questo interesse?
La risposta è semplice: il sodio è il principale elettrolita perso con il sudore. La sua funzione non si limita a “trattenere i liquidi”, come spesso si sente dire. È fondamentale per mantenere il corretto equilibrio idrico dell’organismo, favorire l’assorbimento dell’acqua e garantire il normale funzionamento della trasmissione nervosa e della contrazione muscolare.
Durante uno sforzo prolungato, soprattutto in estate o in condizioni di elevata umidità, un ciclista può perdere attraverso il sudore anche oltre un litro di liquidi all’ora. Insieme all’acqua vengono eliminati anche sodio, cloro, potassio e altri minerali, ma è proprio il sodio quello presente in quantità maggiore. Se queste perdite non vengono compensate in modo adeguato, il rischio non è soltanto quello di disidratarsi, ma anche di compromettere la capacità dell’organismo di assorbire i liquidi ingeriti e di mantenere efficiente la funzione muscolare.
Negli ultimi anni si è inoltre compreso che non tutti gli atleti sono uguali. Alcune persone hanno un sudore particolarmente ricco di sodio, facilmente riconoscibili anche dai classici aloni bianchi sugli indumenti. Per questi ciclisti il fabbisogno di sodio può essere significativamente superiore rispetto alla media, rendendo insufficiente il solo utilizzo di acqua o di bevande poco concentrate. E questi gel, contenenti dai 100 ai 500 mg di sodio, scongiurano problemi.

Quindi basta assumere tanto sodio?
Naturalmente, “più sodio non è sempre meglio“. Il fabbisogno varia in base alla durata dell’attività, alla temperatura esterna, all’intensità dello sforzo e alle caratteristiche individuali dell’atleta. Per uscite inferiori ai 90 minuti, soprattutto se svolte con clima mite, nella maggior parte dei casi è sufficiente una normale alimentazione e una corretta idratazione. Il discorso cambia quando si affrontano allenamenti di tre, quattro o più ore, oppure gare disputate con temperature elevate.
Anche le linee guida internazionali sull’alimentazione per gli sport di endurance sottolineano come il reintegro del sodio possa favorire il mantenimento dell’equilibrio idrico durante esercizi molto lunghi, specialmente quando le perdite attraverso il sudore sono elevate. Non si tratta quindi di una moda passeggera, ma di una strategia supportata dalla fisiologia e sempre più adottata anche dai professionisti.
In conclusione, ricordiamo: la strategia nutrizionale va costruita in base alle proprie esigenze e, soprattutto, provata in allenamento prima di essere utilizzata in gara. In questo caso da testare sono le diverse quantità di carboidrati e sodio, per verificare la tolleranza intestinale e imparare a gestire le proprie perdite di liquidi.
Nessuna scorciatoia: resta il modo migliore per sfruttare davvero i vantaggi di questa nuova generazione di gel. E il sodio, da semplice sale da assumere nella borraccia, è diventato uno dei protagonisti della moderna alimentazione per il ciclismo (e gli altri sport di endurance).










