L’airbag indossabile è una presenza sempre più diffusa nelle discipline Gravity, ma il suo “proposto” ed eventuale utilizzo nel Cross Country continua a dividere atleti, tecnici e appassionati. La domanda, però, è sempre più attuale: sarebbe giusto introdurlo anche nell’XC?
Negli ultimi anni la Mtb “pedalata” è cambiata profondamente. I percorsi di Coppa del Mondo sono diventati sempre più tecnici, veloci e spettacolari, con rock garden, salti, drop e sezioni artificiali che fino a qualche stagione fa sarebbero sembrate più adatte alla Downhill. Parallelamente è aumentata anche la velocità media di gara, con gli atleti costretti a spingere al limite per restare competitivi. Certo, anche le bici sono migliorate, ma il tutto ovviamente per lo più a favore della prestazione, sicuramente più che della sicurezza.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: gli infortuni “seri” sono numerosi, più che rispetto al recente passato. Basta osservare la situazione dell’attuale stagione di Coppa del Mondo, sia XC che DH, dove diversi protagonisti sono stati costretti a fermarsi o a convivere con problemi fisici dopo cadute spesso violente. Fa parte dello sport, certo, ma è inevitabile chiedersi se oggi esistano strumenti in grado di ridurre almeno le conseguenze degli impatti più importanti.
Il recente passato ci mostra concretamente quanto sia fondamentale nel Downhill indossare l’airbag
Un esempio “positivo” e recente arriva proprio dalla Coppa del Mondo di Downhill. Durante una caduta, il sistema airbag utilizzato da Amaury Pierron si è attivato correttamente, proteggendo il busto del francese e contribuendo, secondo le prime valutazioni, a evitargli un infortunio che avrebbe potuto avere conseguenze ben più serie. Un episodio che ha riacceso il dibattito sull’efficacia di questi dispositivi (ancora c’è qualche errore di attivazione).
Naturalmente quelle in questione sono discipline molto diverse. Nella DH le velocità sono elevate, le discese estreme e il rischio di impatti violenti è parte integrante della gara. Nel Cross Country, invece, si alternano salite e discese, e il peso dell’attrezzatura incide maggiormente sulla prestazione. Un airbag, oltre a dover garantire libertà di movimento, traspirabilità e comfort per oltre un’ora e mezza di gara ad altissima intensità (sfida affatto facile), dovrebbe essere anche sufficientemente leggero (ad oggi le sperimentazioni sono ancora superiori al chilo).
La tecnologia, però, sta evolvendo rapidamente. I sistemi stanno diventando sempre più piuma, compatti e precisi nell’attivazione, tanto che ciò che oggi sembra un compromesso potrebbe trasformarsi, nel giro di pochi anni, in un accessorio perfettamente integrabile. Il tema dell’airbag nell’XC oggi non sembra più appartenere ad un futuro così lontano: potrebbe diventare centrale per un equilibrio tra spettacolo, prestazione e sicurezza. Chi osserva la situazione del paddock di oggi, sicuramente non può far altro che sperare in ciò.













