Il sipario si è alzato sulla Swiss Epic, una delle corse a tappe a coppie più affascinanti e severe del panorama internazionale, e le prime pedalate hanno già iniziato a delineare i valori in campo. Questa competizione svizzera, articolata su cinque giornate di pura fatica e panorami mozzafiato, promette di non fare sconti a nessuno fin dalle primissime battute. Il tracciato ufficiale della gara è consultabile all’indirizzo https://www.epic-series.com/races/swissepic/route e rivela tutta la durezza della sfida. La tappa inaugurale ha subito messo alla prova i muscoli e la resistenza degli atleti, presentando un percorso esigente lungo 83 chilometri e caratterizzato da un dislivello positivo di 2.650 metri.

La battaglia maschile: lotta serrata
Nella categoria maschile, il livello tecnico e atletico si è confermato altissimo, con tanti nomi forti pronti a darsi battaglia su ogni rampa. La coppia di testa (Barandun-Beeli) è riuscita a guadagnare un margine prezioso, tagliando il traguardo con un bel vantaggio, ma la corsa per la vittoria finale è tutt’altro che chiusa. Alle loro spalle la lotta si mantiene serratissima e ricca di incognite. La seconda coppia classificata, guidata dalla potenza e dall’esperienza del formidabile Fabian Rabensteiner, insegue a distanza ravvicinata e non intende cedere il passo. Anche le formazioni successive rimangono ampiamente in gioco grazie a distacchi che si misurano in termini davvero minimi. La classifica maschile completa, disponibile su https://www.epic-series.com/races/swissepic/results, racconta di una gara che vivrà di tattica, resistenza e continui colpi di scena fino all’ultima giornata.
L’assolo incontrastato al femminile
Se tra gli uomini regna un equilibrio apparente, al femminile la narrazione di questa prima tappa ha preso una piega nettamente diversa, trasformandosi in un dominio assoluto. Anna Weinbeer e Claudia Peretti hanno impresso alla gara un ritmo insostenibile per le avversarie, scavando un solco che definire esagerato è quasi un eufemismo. Le due atlete hanno accumulato oltre dieci minuti di gap sulle seconde classificate, un margine che suona già come una seria ipoteca sul trionfo conclusivo. Come insegna la spietata legge della mountain bike, però, non c’è mai niente di scontato lungo i sentieri. Un problema meccanico, una foratura o un imprevisto fisico possono sempre essere in agguato dietro l’angolo per rimescolare le carte. Resta comunque il dato impressionante del vantaggio accumulato, ben visibile nei dettagli della classifica femminile su https://www.epic-series.com/races/swissepic/results, a testimonianza di uno stato di forma nettamente superiore.

Arrivano le 32 pollici!
A margine della cronaca sportiva, questa prima tappa ha offerto anche uno spunto tecnico di grandissimo interesse per tutti gli amanti delle soluzioni all’avanguardia. È ormai di dominio pubblico che, sulle vette di casa in Svizzera, ha fatto il suo esordio una novità destinata a far discutere e ad attirare gli sguardi degli appassionati. La KTM in dotazione al team Spada Brenta Brakes è stata presentata nel nuovo e imponente modello da 32 pollici, equipaggiato per l’occasione con i copertoni Schwalbe Rick XC. Questo incredibile palcoscenico, unito ai grandi corridori in gara, rappresenta il terreno di prova ideale per sperimentare e innovare definitivamente. Queste nuove tecniche e tecnologie potrebbero infatti, in un futuro non troppo lontano, ridefinire del tutto gli standard del settore fuoristrada.
Di seguito gli highlights della tappa:
















