
Quando si parla di Mondiali in Val di Sole e di colori italiani, il binomio fa venire in mente soltanto una squadra: la Wilier Vittoria Factory Team. Se pensiamo ai loro risultati recenti, abbiamo ancora negli occhi il secondo posto europeo di Zanotti, le bellissime prestazioni di Avondetto e la grande crescita di Braidot nell’ultimo periodo. Tuttavia, la stagione 2026 per questo trio delle meraviglie è iniziata da lontano: a marzo, in Sudafrica, Simone Avondetto e Luca Braidot hanno sfiorato il successo alla leggendaria Cape Epic.
Cominciare l’anno con la competizione MTB a tappe più dura al mondo non è facile, poiché si tratta di uno sforzo che resta nelle gambe a lungo: parliamo del vero e proprio “Tour de France” delle ruote grasse. Anche Zanotti era presente all’evento, in coppia con Mathis Azzaro, alla caccia di stage wins.
La domanda era più che lecita: riusciranno i nostri a mantenere questo super stato di forma? All’iniziare della stagione di Coppa XCO, gli atleti si sono dimostrati da subito competitivi, innestando addirittura un cambio di ritmo importante nelle ultime apparizioni. Questo è stato un chiaro segno di quale obiettivo stessero puntando: il Mondiale in Val di Sole. Si sa che nel ciclismo moderno, seppure sia diventato scientifico “programmare” (almeno sulla carta) la gamba della vita in un momento specifico, i benefici concreti – in realtà – si vedono anche nei periodi limitrofi. Ed è esattamente quello che abbiamo visto e che ci aspettiamo accada anche a Les Gets.

Simone Avondetto: l’uomo del momento
Simone Avondetto è senza dubbio l’uomo del momento. A luglio si è laureato Campione Italiano Elite XCO a Nervesa della Battaglia, dominando la prova in 1h25’48”. In Coppa del Mondo ha avuto un rendimento formidabile e costante: secondo nello short track a YongPyong in Corea, quarto nell’XCO di Leogang, quinto sia a Lenzerheide che a Pal Arinsal in Andorra, e sesto a La Thuile. Si tratta di una striscia di risultati lunghissima, che lo ha visto protagonista anche laddove non ha ottenuto il piazzamento. Infatti, se è uscito dalle prime posizioni è stato semplicemente perché si è trovato a dover lottare con la sfortuna o con un problema meccanico.
Riuscirà a trovare un’ulteriore riserva di energie fisiche e nervose per reggere l’urto sul tracciato iper-tecnico ed esigente della Val di Sole? Simone, guidato dal preparatore Matteo Lonati, ha seguito un percorso di avvicinamento meticoloso e sapientemente oculato. Saltando il campionato europeo e sfruttando la “pausa estiva” per rifinire la condizione in altura, Avondetto si presenterà al via della prova iridata al massimo delle sue possibilità . Attenzione a non sottovalutarlo per lo Short Track: quest’anno ha fatto un salto di qualità eccellente in questa disciplina, e potremmo avere un assaggio delle sue possibilità già da quella fase.

Luca Braidot: lo stratega in crescendo
In linea di massima, potremmo dire che Luca Braidot ha seguito un percorso atletico parallelo a quello di Simone Avondetto. Purtroppo per lui, però, quest’anno dopo la Cape Epic è mancato qualcosa rispetto ai suoi standard. Si è piazzato sempre nelle posizioni alte della classifica, ma senza mai trovare risultati brillanti. Anche lui, dopo il quarto posto dei campionati italiani, si è concesso un periodo di ritiro, abdicando dalla lotta al titolo europeo e concentrandosi solo sulla costruzione della condizione massima per il mondiale e, successivamente, per l’ultima parte di stagione.
Attenzione a non sottovalutare Luca Braidot: gli addetti ai lavori si saranno sicuramente accorti del suo lento ma forte crescendo. Luca si è dimostrato sempre più solido, migliorando di volta in volta i suoi risultati e centrando qualche top 10 interessante a La Thuile e a Lenzerheide. Cosa aspettarci da lui? Come si dice in gergo, siamo di fronte a un “cagnaccio“, uno da non dare mai per spacciato perché è capace di ribaltare le sorti della gara all’ultimo giro: uno stratega e un campione. Con questi corridori c’è davvero poco da scherzare. Sicuramente lo vedremo con una condotta di gara meno esplosiva rispetto ai suoi compagni di nazionale, ma è solo una questione di caratteristiche.

Juri Zanotti: l’outsider da top 10
Dei tre, Juri Zanotti è quello che si avvicina al mondiale con un percorso nettamente diverso. Forte del doppio argento ai Campionati Europei, Juri non ha rinunciato all’appuntamento continentale, dimostrando di essere nella miglior condizione della sua vita e mettendo in difficoltà uno come Aldridge, che è tra gli atleti che ottiene stabilmente la top 10 in Coppa del Mondo. Questo rappresenta un livello di crescita e maturità che Zanotti ha “sbloccato” da poco. Tuttavia, in un percorso “aperto” come viene descritto quello della Val di Sole, bisogna fare attenzione ai big, ma specialmente agli outsiders. E Juri è sicuramente tra quelli. Esplosivo, tattico e tecnico, lo attendiamo come autore di una solida performance da top 10.














