Alla vigilia dei Campionati del Mondo, Wilier Triestina toglie i veli alla sua full suspended più estrema ed evoluta. Geometrie variabili, cinematica lineare e indole racing.
Il mondo delle competizioni fuoristrada è cambiato. I tracciati XCO moderni sono sempre più veloci, nervosi e infarciti di passaggi tecnici estremamente selettivi. Per vincere su questi terreni la leggerezza pura non basta più. La vera velocità in gara nasce da un equilibrio millimetrico tra efficienza di pedalata, trazione assoluta e massimo controllo in discesa. Per rispondere a questa sfida globale Wilier Triestina lancia la nuova Urta Ultimate, definendola senza mezzi termini la mountain bike full suspended più evoluta mai uscita dai laboratori.

Sviluppata a stretto contatto con i pro rider del Wilier-Vittoria MTB Factory Team, questa belva da gara ha già macinato chilometri e risultati tra prove di Coppa del Mondo, Cape Epic e Campionati del Mondo. L’obiettivo degli ingegneri era chiaro: trasferire ogni singolo watt di potenza direttamente al suolo e azzerare le dispersioni energetiche.
Geometrie riscritte: il rider al centro dell’azione
Il cuore pulsante della Urta Ultimate è una geometria profondamente rivista, costruita attorno a cinque quote fondamentali: reach, stack, angolo sella, altezza del movimento centrale e inclinazione del tubo sterzo. Le taglie crescono per dare maggiore stabilità. In taglia L il reach aumenta di ben 9 mm rispetto alla precedente Urta Max. L’angolo sella subisce una decisa verticalizzazione passando da 75° a 76,8°. Questa scelta biomeccanica avanza la posizione in sella e posiziona il rider perfettamente al centro della bici, pronto a scaricare potenza sulle pendenze più aspre.

Abbassando il movimento centrale si abbassa contestualmente il baricentro globale. Unito all’uso di pedivelle più corte, questo setup garantisce un fitting ottimale e un’esplosività impareggiabile nei rilanci. Lo stack rimane invece compatto ed è supportato dal manubrio con piega integrata per una guida caricata e aggressiva sull’anteriore. Ad assecondare questa reattività ci pensa un carro posteriore cortissimo da 435 mm che tiene la ruota posteriore letteralmente sotto la sella, massimizzando la trazione e rendendo il retrotreno fulmineo nei cambi di direzione.
120 mm di escursione e cinematica migliorata
Costruita nativamente attorno a una piattaforma da 120 mm di escursione sia all’anteriore che al posteriore, la Urta Ultimate sfoggia una cinematica totalmente ridisegnata. I nuovi valori del leverage ratio rendono l’affondamento della sospensione molto più lineare, prevedibile e pastoso lungo tutta la sua corsa. Il risultato è un grip mostruoso in ingresso curva, un solido supporto nella fase centrale della pedalata e una garanzia di tenuta contro i finecorsa negli impatti più violenti, come gli storici rock garden della Val di Sole. La sospensione rimane attiva anche sotto il tiro catena e morde il terreno sulle salite più impervie.

Un dettaglio costruttivo da veri puristi riguarda il rocker arm e lo swing arm, realizzati ora in solido alluminio anodizzato. Questa scelta mirata conferisce una rigidità strutturale enorme in punti nevralgici ad alto stress. In questo modo si svincola perfettamente l’ammortizzatore e se ne ottimizza l’idraulica interna, garantendo affidabilità e costanza di rendimento.
Carbonio Toray, doppia borraccia e setup variabile
Il telaio in carbonio Toray di ultima generazione lavora in sinergia con i nuovi valori di anti-squat per annullare fastidiosi ondeggiamenti, stabilizzando la bici durante gli sforzi massimali e mantenendo il ritmo forsennato richiesto dal cross country moderno. Ma è nella versatilità che questa bici stupisce davvero. Grazie alla geometria variabile, regolabile tramite le calotte della serie sterzo sviluppate con Acros, la Urta Ultimate muta pelle in base al percorso:
- Assetto Technical Race (66,5°): sterzo più chiuso per la massima agilità, guidabilità e prontezza nei single track più tortuosi.
- Assetto Fast Race (65,5°): sterzo aperto per una stabilità granitica sulle discese ripide e veloci.

I dettagli da fuoriserie abbondano e confermano l’anima racing del progetto. Troviamo il passaggio cavi integrato direttamente nella serie sterzo (studiato con razionalità per agevolare il lavoro dei meccanici), componentistica in Ergal e una zona del freno riprogettata con un solido attacco Post Mount pronto ad ospitare pinze a 4 pistoncini con disco massimo da 160 mm al posteriore. Il tubo obliquo ribassato richiama i modelli dropbar del brand, garantendo lo spazio perfetto per ospitare ben due borracce all’interno del triangolo anteriore. Questo spazio è studiato alla perfezione anche per interfacciarsi con i più evoluti sistemi di sospensione elettronica, come il Fox Live Valve e il RockShox Flight Attendant.
Il colore delle corse: pronta al debutto mondiale
Nonostante debba ancora schierarsi ufficialmente con i colori definitivi, la Urta Ultimate vanta già un palmarès pazzesco con la speciale livrea Innovation Lab. Simone Avondetto ci ha vinto il titolo di Campione d’Italia Elite XCO, Juri Zanotti ha conquistato un doppio argento europeo nelle specialità XCC e XCO, mentre Gustav Heby Pedersen ha dominato tra gli Under 23 a Les Gets.
Ora è il momento di togliere la maschera. Per i Campionati del Mondo in Val di Sole il Wilier-Vittoria MTB Factory Team porterà in gara una grafica minimale ed essenziale che fonde un viola profondo, bianco perlato e accattivanti accenti lime. L’arma definitiva è svelata e il palcoscenico è pronto.














