La 35ª edizione della Marathon Bike della Brianza, disputata domenica 6 settembre, ha chiuso uno dei capitoli più longevi della mountain bike italiana. È stata infatti l’ultima edizione agonistica di una manifestazione nata nel 1992 e diventata nel tempo un riferimento per il movimento marathon.
La conclusione della corsa competitiva, però, non coincide con la fine del progetto. L’obiettivo degli organizzatori è ora quello di ripartire dalle origini, riportando al centro il mondo amatoriale, il territorio e il rapporto tra sport e salute.
Il lascito della Marathon Bike della Brianza
Il valore della Marathon della Brianza non si esaurisce nell’albo d’oro o nelle 35 edizioni disputate. La corsa ha contribuito a costruire una cultura della lunga distanza legata ai sentieri, alla partecipazione e alla cura del territorio.
Ogni anno il percorso attraversava una decina di comuni, con circa 120 attraversamenti stradali, e richiedeva un lavoro importante di pulizia e manutenzione di sentieri, single track e carrarecce. La preparazione del tracciato non serviva soltanto alla gara, ma permetteva anche di mantenere fruibili percorsi utilizzati durante tutto l’anno dagli appassionati locali.
Questa parte dell’eredità non verrà abbandonata. Il gruppo continuerà a lavorare sul territorio e ha già avviato collaborazioni per la manutenzione di diversi sentieri. L’idea è che lo spirito Marathon resti vivo anche senza la tradizionale formula agonistica, attraverso un rapporto costante con i luoghi che per oltre trent’anni hanno ospitato la manifestazione.
Il futuro passa dal ritorno agli amatori
La decisione di fermare la componente competitiva nasce anche da una riflessione su come sia cambiato il movimento. Se all’inizio gli amatori rappresentavano la parte nettamente prevalente dei partecipanti, negli ultimi anni questo equilibrio si è progressivamente modificato.
Da qui nasce la volontà di recuperare quella dimensione originaria, fatta di appassionati che vivono la mountain bike senza necessariamente avere come obiettivo una classifica o un risultato agonistico. L’idea è tornare a creare un grande momento collettivo, capace di riunire centinaia di persone che normalmente pedalano in piccoli gruppi e che potrebbero invece ritrovarsi in un evento più aperto, partecipativo e legato alla condivisione.
La formula del 2027 non è ancora stata definita e gli organizzatori non hanno voluto anticipare soluzioni premature. La direzione, però, è già tracciata: meno centralità alla competizione pura e più attenzione all’esperienza, alla partecipazione e al legame con il territorio.
Sport e salute, il nuovo asse del progetto
Accanto al rilancio del mondo amatoriale, il secondo grande pilastro riguarda il concetto di sport e salute. La mountain bike viene vista non soltanto come disciplina sportiva, ma come attività capace di favorire benessere, prevenzione e contatto con la natura.
Già nell’ultima edizione questa impostazione era emersa con chiarezza. Alla gara principale si sono affiancate la Gravel, arrivata alla terza edizione con circa 170 partecipanti, e la Marathon Kids, che ha coinvolto un centinaio di bambini. Proprio ai più piccoli è stato inoltre dedicato uno screening cardiologico pediatrico, inserendo nel programma un momento concreto di prevenzione sanitaria.
Lo stesso principio si estende all’ambiente. La pulizia dei sentieri, il taglio della vegetazione e gli interventi necessari per mantenerli percorribili vengono considerati parte di una visione più ampia, in cui la pratica sportiva si lega alla salvaguardia del territorio e alla sua fruibilità nel tempo.
Una corsa che cambia forma
La fine della Marathon della Brianza agonistica rappresenta quindi una trasformazione più che una cancellazione. Dopo 35 edizioni si chiude la formula che l’ha resa una delle prove storiche della mountain bike italiana, ma resta intatto il patrimonio costruito in oltre tre decenni.
Il futuro sarà probabilmente meno legato alla classifica e più orientato alla partecipazione. Accanto alla bicicletta troveranno sempre più spazio il territorio, i giovani, la prevenzione e l’ambiente. In questo senso, il lascito della Marathon non è soltanto ciò che ha rappresentato fino al 2026, ma anche quello che potrà continuare a rappresentare negli anni successivi.
La gara, così come è stata conosciuta fino a oggi, si è fermata. Lo spirito Marathon, invece, sta cercando una nuova forma.





















