Direttamente dalla Sea Otter Australia, conclusasi proprio questo fine settimana, arriva uno spoiler gigantesco sulla nuova Merida Iliac. Si tratta di una inedita e-mtb equipaggiata con il chiacchieratissimo motore Avinox, la cui uscita ufficiale sul mercato è prevista per gennaio 2027.
Fino a che punto si spinge questa anticipazione? È proprio questo il bello del mistero: le informazioni ufficiali si fermano qui. Dopo l’annuncio dell’anteprima mondiale alla Sea Otter Australia, il marchio ha infatti pubblicato sui social una singola immagine teaser del prodotto. La foto resta volontariamente oscurata nei punti strategici, ma lascia comunque trapelare indizi molto interessanti. Vale quindi la pena analizzare insieme a voi ogni dettaglio per capire quale direzione ha preso il brand con questo nuovo progetto.
Il significato di Merida Iliac e la spinta del motore Avinox
Partiamo subito dalle due grandi certezze: il nome del modello e il partner tecnologico scelto per la motorizzazione. Il battesimo Merida Iliac rompe la tradizione delle sigle numeriche e fa un riferimento diretto all’anatomia umana e alla biomeccanica della pedalata. L’osso iliaco, ovvero il bacino, rappresenta il baricentro del corpo e il punto di giunzione da cui parte tutta la spinta sui pedali e il controllo dinamico del mezzo nei passaggi più difficili. Chiamare così la nuova piattaforma non è un caso, ma sottolinea l’idea di pura potenza, stabilità e reattività, ponendola come la nuova struttura portante della gamma a pedalata assistita del marchio.
Questa filosofia costruttiva si sposa alla perfezione con la drive unit scelta: il sistema Avinox. Al momento non si conosce la versione specifica del motore, anche se gli indizi portano dritti verso il nuovo Avinox M2S. Questa unità sta infatti riscuotendo un successo planetario proprio per la capacità di concentrare una coppia straordinaria in dimensioni ultra-compatte, mantenendo il baricentro della bici basso e centrale.
Cosa svela la foto teaser: telaio snello, spirito gravity e cavi pratici
Cosa si riesce a vedere concretamente osservando il post ufficiale pubblicato da Merida su Instagram? A prima vista sembra poco, davvero poco. L’allestimento rimane infatti un segreto: le ombre nascondono totalmente i freni, la trasmissione e i dettagli della forcella.
Tuttavia, a un’occhiata tecnica più approfondita, la silhouette della Merida Iliac racconta parecchio:
- “Muscolatura” e geometrie Gravity: gli angoli, l’escursione generosa con l’ammortizzatore incastonato sotto il top tube e il grande diametro del disco freno anteriore strizzano chiaramente l’occhio all’enduro e alla discesa.
- Passaggio cavi esterno alla serie sterzo: osservando la zona anteriore, si notano gli ingressi delle guaine direttamente sul telaio. Una scelta pratica che abbandona l’integrazione forzata dentro la serie sterzo, per la gioia di chi fa manutenzione.
- Tubo obliquo ultra-snello: il vero fiore all’occhiello dell’ingegneria Merida emerge nelle proporzioni del triangolo principale. Rispetto alle forme massicce di una classica e-mtb full-power, la tubazione diagonale appare estremamente snella e leggera.
Resta ancora difficile intuire il materiale costruttivo del telaio ritratto nella penombra. In ogni caso, l’ampia escursione del reggisella telescopico e le linee aggressive configurano questa novità come una e-mtb potente, bilanciata e votata al puro divertimento nei bike park.
In conclusione, l’attesa fino a gennaio 2027 si preannuncia caldissima. E voi cosa vi aspettate da questa inedita alleanza tra Merida e Avinox?













