A 33 anni, Peter Sagan sembra avere esaurito la sua vena nel ciclismo su strada. Non stiamo neanche parlando di vittorie, che pure gli mancano da giugno 2021, quando vinse prima una tappa del Giro di Svizzera e poi il campionato slovacco. Quello che vogliamo dire è che da tempo Sagan sembra aver perso il gusto per quello che fa, il divertimento di correre e di stare in gruppo. Non è un caso che la sua testa sia piena di altri progetti, come lo splendido resort (SP, come le sue iniziali), un boutique hotel sportivo che ha aperto nelle scorse ore nella sua Zilina, dove le camere hanno il nome della corse, dalla Vuelta alla Parigi-Roubaix al Giro di Svizzera.

Poteva tranquillamente ritirarsi, invece ha spiegato che il gusto che provava a inizio carriera lo vuole ritrovare e per farlo torna indietro. Al suo primo amore, la mountain bike. La disciplina in cui si è formato e ha ottenuto i suoi primi grandi trionfi. Da junior, nel 2008, è riuscito a diventare campione europeo e mondiale XCO. E ha già provato a brillare alle Olimpiadi di mtb nel 2016, a Rio. Sembrava avere le gambe per finire tra i migliori ma diverse forature (dovute ad una mancanza di tecnica per gli attuali standard XCO) lo hanno escluso dalla gara dopo che aveva già fatto la parte più difficile del lavoro, ossia rimontare dal fondo della griglia.

L’anno scorso Peter è tornato al mondiale mtb, ma all’evento e-MTB, e più per divertimento che per la ricerca di un risultato. Ora però Sagan vuole riprovare a gareggiare alle Olimpiadi di Parigi del 2024. La realtà è che le sue possibilità di qualificazione sono minime e passano attraverso il raggiungimento di un grande risultato per la Slovacchia al mondiale di Glasgow (un posto per Parigi viene assegnato ai due migliori paesi). L’altra opzione sarebbe ottenere un posto in classifica in un periodo di qualificazione che si chiuderà il 26 maggio 2024, opzione improbabile poiché la Slovacchia (ora ventinovesima) deve rimontare uno svantaggio di oltre 1.000 punti per raggiungere la prima delle posizioni che darebbe diritto a un posto olimpico. Per la Slovacchia sembra un’utopia.
Al di là delle difficoltà per qualificarsi, è anche evidente che Peter Sagan non è al livello del Sagan del 2016, quando gareggiò a Rio de Janeiro. Riuscirà a tornare ad un buon livello in mtb? Lo vedremo davvero gareggiare sulle ruote grasse nel 2024? «Ora voglio concentrarmi sul mio lavoro, sulla mia famiglia e divertirmi in mountain bike», ha detto Sagan quando gli è stato chiesto della decisione di porre fine alla sua carriera così presto.
L’insistenza di Sagan sulla mountain bike, la bici con cui ha iniziato la sua carriera, sembra nascondere il bisogno di ritrovare il divertimento, il gusto, e magari motivazioni sufficienti. «Non ho niente da dimostrare», ha detto Peter alla fine del suo ultimo, anonimo Tour de France. E due giorni dopo era a Zilina con suo figlio Marlon, 5 anni. Tutti e due in mountain bike. «Non c’è niente come tornare nella mia città natale e godersi un po’ di tempo su due ruote con il mio orgoglio e la mia gioia, mio figlio Marlon. Non avrei potuto chiedere un compagno di bici migliore. Esplorare la Zilina Oko Trails – il primo bike park della città – con lui mi ha ricordato che, a volte, le più grandi vittorie della vita non si trovano sui podi della gare». Che sia Marlon il nuovo Sagan che Peter cerca tornando al suo primo amore?












