Parafrasando un vecchio detto, la mountain bike è quello sport che alla fine vince Nino Schurter. Oro alla Svizzera nel Team Relay, argento alla Francia con Jordan Sarrou che arriva a 9 secondi, bronzo (a 1’06) per la Danimarca di Sofie Pedersen e di Albert Withen Philipsen, paese che sta diventando grande in tutte le declinazioni del ciclismo.
Sfortunata l’Italia, che fa un passo indietro rispetto all’argento del 2022: si sarebbe giocata almeno il bronzo se l’Under 23 Andreas Vittone, primo staffettista, non fosse caduto proprio nelle prime curve uscendo di fatto subito dalla corsa, basti dire che è entrato nel bosco per ultimo e ha chiuso il suo giro undicesimo a quasi un minuto dai primi.
Per lo junior Elian Paccagnella, opposto al talento danese Philipsen, una prima rimonta. Poi sono arrivati Giada Specia, apparsa in ottime condizioni, Valentina Corvi e Sara Cortinovis, prima dell’ultima frazione lasciata al team leader Luca Braidot con la sua nuova Santa Cruz.
Ma ormai la lotta per le medaglie era davanti, con Schurter e Sarrou che si sono detti buona fortuna prima di aprire il loro mondiale. «Molto bella questa partenza, abbiamo fatto tutti un buon lavoro», ha detto un sorridente Schurter guardando la sua compagna Anina Hutter, votata MVP della staffetta.














