Dal flop 2012 al dominio di Glasgow: ecco la storia di Pinarello Dogma Xc

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Era il 2012 quando Pinarello lanciò nel mercato internazionale una nuovissima bici da cross country, la Dogma Xc. Disegnato in collaborazione con Stefano Scapin, questo modello riscosse inaspettatamente poco successo e finì presto nel dimenticatoio.

A distanza di undici anni Pinarello ha deciso di riprovare con il fuoristrada creando Dogma Xc e Dogma Xc Hardtail: Full suspended la prima, Front l’altra. In quest’ultima decade le mountain bike sono cambiate moltissimo, a partire dalla componentistica. Sono scomparsi i tubolari, ad esempio, così come i manubri stretti e le trasmissioni con guarniture doppie e triple all’anteriore. Di conseguenza, anche le geometrie dei telai sono state aggiornate: i “missili” da cross country sempre più lunghi, con carro corto e sterzo aperto, per ricercare il massimo della performance sia in salita che in discesa.

Una visione d’insieme sulla nuova Dogma Xc Hardtail, con trasmissione Shimano Xtr 1×12, ruote Princeton e sospensioni SR Suntour elettroniche

Ma tra le Dogma di vecchia e nuova generazione i punti in comune sono più di quelli che si possono immaginare. Ad unirle, sicuramente, non c’è solo il nome: nonostante i tanti anni di differenza, c’è una continuità progettuale che le lega, figlia di una visione aziendale ben chiara da anni. Una visione, quella dell’azienda trevigiana, che trova concretezza nei due capolavori costruiti ad hoc per accompagnare Tom Pidcock e Pauline Ferrand-Prévot alla conquista delle Olimpiadi di Parigi 2024.

Pauline, in foto con la Dogma Xc, vuole regalarsi un sogno olimpico dopo tante maglie iridate. Fonte: UCI MTB

Pinarello crede fortemente in questo progetto “Offroad” e i risultati gli stanno dando ragione: dopo numerosi successi e piazzamenti in Coppa del Mondo, Pidders e Golden Girl hanno colto alla recente rassegna iridata di Glasgow ben tre medaglie d’oro ed un bronzo. Per l’occasione i due fuoriclasse hanno scelto di utilizzare il nuovissimo modello Hardtail nella gara Short Track (presentata poche ore prima dell’XCC), mentre per la gara in formato olimpico hanno optato per la più affidabile Full, su cui i due campioni gareggiano da maggio.

Ferrand-Prévot, vittoriosa sul traguardo dello Short Track, soleva al cielo il nuovo ‘frontino’ di casa Pinarello. Fonte: UCI MTB

Design e geometrie dei due modelli sono molto simili, con forme squadrate e tubazioni dalla sezione importante: il triangolo anteriore è pressoché identico, così come la zona del movimento centrale, che con la sua particolare forma a D garantisce il completo trasferimento della potenza ai pedali. A differenziarle c’è praticamente la sola presenza dell’ammortizzatore posteriore. 

Ma ecco il punto della questione, i molteplici punti di contatto con la Dogma del 2012. Alcune tecnologie che troviamo nei nuovi modelli, infatti, non sono del tutto nuove: l’asimmetria del carro, ad esempio, era già stata pensata più di dieci anni fa. Nella Dogma Xc di prima generazione i foderi alti si univano sopra il piantone orizzontale e creavano un tutt’uno con il collarino reggisella: una scelta dal design unico, che oltre a donare un particolare look alla bici, derivava dall’esigenza di smorzare le vibrazioni provenienti dal carro posteriore.

Anche nelle nuove Pinarello troviamo questa asimmetria, in particolare nella Hardtail. Questo ribassamento è ben visibile nella zona dei foderi bassi e si fa ancor più pronunciato nella zona di innesto con il piantone verticale. Questo, oltre a garantire un maggiore assorbimento delle vibrazioni, permette di bilanciare la forza espressa sulla trasmissione, rendendo la bici stabile ed equilibrata. 

 Sopra l’asimmetria dei foderi alti e (sotto) il leggero ribassamento del fodero basso, con in primo piano la guarnitura Xtr e il misuratore di potenza Srm. Fonte: Facebook Ineos

Curiosa e comune a entrambe le generazioni di Dogma Xc è anche la presenza di un sistema di blocco “ForkStopper”. La Dogma del 2012 presentava un piccolo triangolo in gomma sotto il tubo obliquo, che serviva a limitare la rotazione della forcella ed evitare impatti di questa con il telaio. Un sistema di sicurezza “primitivo”, ma di grande intuito ed efficacia.

Oggi, per proteggere il telaio dall’urto con manubrio e comandi in caso di caduta, sono stati ideati dei cuscinetti dotati di un fermo, che bloccano la rotazione del manubrio a circa 60 gradi. Pinarello è riuscita a studiare in pochi mesi una serie sterzo in grado di ospitare questo sistema di “bloccasterzo” (utilizzato anche nella nuova S-Works Epic), che è compatibile con il moderno cockpit monoblocco. Un’impresa, questa, che ha richiesto sicuramente molto lavoro da parte degli ingegneri di Pinarello: la linea della nuova “zona manubrio” è però davvero pulita e aggressiva (i cavi di cambio e freno posteriore sono ben nascosti), tanto da far invidia a molti altri brand più specializzati.

Le nuove Dogma Xc e Dogma Xc Hardtail, saranno messe in commercio nell’aprile 2024, ma hanno già fatto breccia nel cuore degli appassionati: Pinarello sembra questa volta davvero in grado di poter sfondare nel fuoristrada. Insomma, con Dogma Xc di strada se n’è fatta, ma il meglio deve ancora venire.