Misuratore di potenza: qual è il miglior sistema?

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Sei un appassionato delle due ruote, adori analizzare i numeri e sei alla ricerca del primo misuratore di potenza? Beh, questo articolo fa proprio al caso tuo.
Il Powermeter è uno strumento che misura, attraverso una combinazione di dati e una serie di calcoli matematici, la forza che viene impressa sui pedali in tempo reale. Questo dispositivo permette di avere a disposizione parametri estremamente oggettivi (più della “classica” frequenza cardiaca), utili ai fini dell’incremento della performance. Ad oggi sono molti i brand che li producono e altrettanti i sistemi utilizzati. Nelle prossime righe andremo a descrivere in maniera sintetica le opzioni possibili, accorpandole in tre categorie: il sensore di rilevazione può trovarsi infatti sulla guarnitura, sui pedali o sul mozzo. E’ proprio da quest’ultimo sistema che vogliamo partire, in quanto ce ne ha parlato qualche mese fa Martino Fruet, che fu uno dei primi ad utilizzarlo. 

Power2Max, uno degli “Spider-Based” più scelti


Il sistema in questione è semplice da spiegare: il sensore si trova all’interno di uno speciale mozzo per la ruota posteriore. Progettato e prodotto dall’azienda statunitense ‘Powertap’ a partire dagli anni ‘90, è stato in assoluto il più diffuso per circa un decennio, in quanto il più economico. Tuttavia questo sistema sembra essersi ormai estinto in maniera definitiva con l’acquisizione del marchio da parte del gruppo Sram nel 2019. Le cause? L’introduzione di nuovi standard, l’arrivo di prodotti più economici, il peso, lo “sgraziato” impatto estetico e la poca praticità.

Sensore sulla pedivella prodotto da Stages


Passiamo dunque agli altri due sistemi, quello con sensore sulla guarnitura e quello con sensore integrato nei pedali, che sono oggi i più comuni.
Il primo Powermeter in assoluto si trovava proprio sulla guarnitura, progettato dall’azienda tedesca SRM, tutt’ora in attività. Nella maggior parte dei casi il sensore si trova tra pedivella destra e corona, al posto del cosiddetto “spider”. Sistemi di questo tipo sono affidabili (tranne rare eccezioni!), ma nel caso di problemi (o manutenzione periodica, come avviene con SRM) la situazione si fa complessa, in quanto necessitano il disassemblaggio completo della guarnitura. Inoltre un Powermeter “Spider-Based” non è universale, in quanto può non essere utilizzato su una guarnitura “monoblocco” o con girobulloni differente. Vengono venduti sia come guarnitura pronta all’uso, sia come Spider da montare autonomamente. Questo sistema ha il vantaggio di essere il più riparato da sporco e impatti. Anche per questo motivo sono davvero molti i biker (e stradisti, anche pro’) che lo utilizzano.

Pedale Favero Assioma Pro Mx. Presentato poche settimane fa, è l’unico prodotto italiano


Il sistema “Spider-Based” non è però l’unica opzione con sensore sulla guarnitura: molti marchi (Es. Stages, 4iiii, Inpeak…) posizionano il rilevatore su una pedivella (il valore rilevato viene moltiplicato per due), o in alternativa anche su entrambe. Anche questa soluzione è piuttosto efficace, più semplice dell’altra nell’installazione e più economica, ma è comunque limitata per compatibilità. Infatti, la pedivella potrebbe non essere compatibile con un’altra guarnitura. 
Arriviamo infine ai pedali, che sembrano essere il futuro su questo fronte. Esistono per bici da corsa ormai da anni e sono recentemente arrivati anche in opzione Spd per l’utilizzo Off-road. A produrli sono essenzialmente tre brand: SRM, Garmin e Favero (presentati qualche settimana fa). Tutti e tre i modelli esistono in due versioni, con sensore su un solo pedale o su entrambi, come avviene per i Powermeter sulle pedivelle. Il montaggio è lo stesso dei classici pedali (possono essere passati tranquillamente da una bici all’altra), il che rende questo sistema in assoluto il più pratico. Richiedono qualche accortezza nella manutenzione dei cuscinetti, ma diversamente da quanto si possa pensare sono resistenti: la componente elettronica si trova all’interno del perno del pedale, che è difficilmente danneggiabile. 
In conclusione, parliamo anche dei sistemi di ricarica e dei prezzi. Nella maggior parte dei casi i sensori sono alimentati da classiche batterie a bottone o sono ricaricabili attraverso la presa di corrente. I prezzi, invece, vanno da 300 a 2.000€. In linea di massima non dipendono dal tipo di sistema, ma piuttosto da qualità di misurazione e durata della batteria