L’UCI ha appena annunciato di aver sospeso Vlad Dascalu per diciassette mesi dopo che il corridore rumeno non si è fatto localizzare per tre controlli negli ultimi dodici mesi. Da regolamento infatti i ciclisti, come altri atleti, devono fornire la propria posizione per rendersi disponibili ad eventuali controlli antidoping. Se gli addetti al controllo si recano nel luogo indicato e non trovano l’atleta si commette un’infrazione, in dodici mesi il numero massimo è di tre sanzioni, a quel punto scatta la sanzione. L’atleta non è dunque mai risultato positivo ad un controllo antidoping, ma ha comunque violato le norme antidoping.
La notizia è un fulmine a ciel sereno per tutto il movimento, che perde uno dei ciclisti più in forma dell’ultimo periodo, e per la squadra, la Trek Factory Racing, che non ha ancora emesso alcun comunicato. Vlad Dascalu era attualmente dodicesimo nella classifica UCI, l’anno scorso ha corso gran parte della stagione con la maglia di campione europeo e quest’anno aveva già centrato due top 10 in Coppa del Mondo in Brasile ad Araxá ed a Mairiporã. Dascalu era considerato come uno dei favoriti per la prova olimpica di Parigi a cui, a meno di clamorose sorprese, non parteciperà. La squalifica è partita oggi, 21 maggio 2024 giorno della notifica, e concluderà il 20 ottobre 2025. L’atleta ha adesso un mese per presentare ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport (CAS) e sperare o nell’annullamento della sospensione o in una riduzione di essa. Il regolamento prevedrebbe una sospensione di un periodo che va tra un minimo di tre mesi ad un massimo di 24 mesi. Circa un anno fa Gerardo Ulloa era stato sospeso per 18 mesi per la stessa motivazione.
Questo il comunicato ufficiale dell’Union Cycliste Internationale:
«L’Union Cycliste Internationale (UCI) informa che il Tribunale antidoping dell’UCI ha emesso una decisione contro il corridore rumeno Vlad Dascalu.
Il Tribunale ha ritenuto Vlad Dascalu colpevole di violazione delle norme antidoping (mancata localizzazione da parte di un corridore) per aver commesso tre mancanze di localizzazione in un periodo di 12 mesi. Il Tribunale ha imposto al corridore un periodo di sospensione di 17 mesi.
In conformità al Codice Mondiale Antidoping e alle Regole Antidoping dell’UCI, il periodo di sospensione decorre dal giorno della notifica della decisione, in questo caso il 21 maggio 2024, e rimarrà in vigore fino al 20 ottobre 2025.
Inoltre, in linea con le norme procedurali del Tribunale, la decisione sarà pubblicata sul sito dell’UCI. La decisione può essere impugnata dinanzi al Tribunale Arbitrale dello Sport (CAS) entro un mese.
L’UCI non commenterà ulteriormente la questione».














