Integrazione liquida: che cos’è e come può aiutarti ad affrontare le Granfondo

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Più volte nel corso di questi ultimi mesi ci è capitato di trattare, soprattutto per il nostro giornale cartaceo, argomenti legati alla preparazione e a ciò che la circonda. Tra questi c’è sicuramente l’integrazione, in gara e non, su cui abbiamo discusso con nutrizionisti, preparatori e atleti. Il tema più caldo, ormai da qualche mese a questa parte, però è principalmente uno: i famosi “carbo”, ora sulla bocca di tutti.

 La linea ‘C 2:1’ di Enervit ha riscosso negli ultimi anni grande successo. Molto interessanti e pratiche le buste monouso, ottime da portare durante i giri più lunghi. L’offerta però comprende di tutto, da gel a barrette, fino anche agli orsetti gommosi

In una chiacchierata di qualche mese fa con un atleta azzurro del Marathon ci siamo fatti spiegare come funzionino effettivamente i nuovi (ed apparentemente efficientissimi) sistemi di integrazione, anche per capire se siano attuabili da atleti amatori con velleità di competizione in Gran Fondo e Marathon. La risposta è affermativa: i prodotti sono ok, ma devono cambiare le modalità. Certo, però, è che non bisogna improvvisare: è bene provare prodotti e quantità in allenamento, onde evitare problemi di digestione e soste impreviste in gara. Ma ora iniziamo, partendo da quello che è il protocollo seguito dai pro’ delle lunghe distanze.

Named con il suo “Race Fuel” combina maltodestrine, ciclodestrine e fruttosio: una miscela completa, utilizzata anche dagli atleti di Torpado Kenda Factory. Altri marchi invece giocano con le proporzioni, ad esempio con malto e fruttosio in rapporto 10:0,8

Da qualche anno, anche per via di intensità sempre più alte, sono pressoché scomparsi anche in Mtb paninetti e ricecake: la fonte primaria di carboidrati è ora data dalle maltodestrine sciolte in borraccia (quasi sempre combinate con del fruttosio secondo rapporti prestabiliti), a cui si aggiungono strada facendo gel liquidi o semi-solidi. Le quantità ovviamente cambiano da atleta in atleta, in base al consumo e al momento della gara, ma possiamo dire che si viaggi con quantitativi di carboidrati compresi tra gli 80 e i 120 grammi per ora.

Per far ciò gli atleti fin dai mesi invernali provano i prodotti in dotazione, aumentando progressivamente le quantità, per essere sicuri della tolleranza. Il giorno prima di ogni gara, poi, i vari team studiano il percorso e stilano un vero e proprio programma per i rifornimenti. La difficoltà vera per un amatore risiede proprio qui, nell’assistenza. Tuttavia, partendo con una maxi-borraccia da 750 ml con le “malto” e presumendo la possibilità di un rifornimento a metà gara, è possibile portare a termine competizioni anche di lunga durata con benzina nelle gambe (pur sempre rapportata alle proprie capacità) a sufficienza.

E’ molto importante non improvvisare un’integrazione così cospicua il giorno della gara. Il periodo invernale può essere ottimale per incrementare la tolleranza di carboidrati per ora

Certamente un ruolo fondamentale lo giocano poi i gel o le barrette di “rinforzo”, che permettono, a seconda della tipologia, di ingerire 20-30-40 grammi di carboidrati in un solo colpo. Ovviamente le barrette sono consigliate nella prima parte di gara o nelle fasi meno concitate, oltre che per le possibili difficoltà nella masticazione, anche per il rilascio più lento delle proprietà nutritive. Altrettanto ovvio poi che queste modalità di integrazione siano non necessarie per tutti coloro che pedalano e partecipano a manifestazioni senza ambizione di risultato, per i quali i ristori continuano e continueranno ad andare più che bene. Come detto in precedenza infatti, la nostra disamina analizza la situazione dei pro’ e si riferisce a tutti quei lettori amanti dei numeri e della performance.