Rampiconero

Il salto leggendario di Vincent Tupin e il messaggio di saggezza (dietro l’audacia)

Tupin
Freeride, una disciplina affascinante, purtroppo sempre più di nicchia (credit: @germ_photography)
Tempo di lettura: 3 minuti

Ci sono imprese che non si dimenticano. Atti di coraggio (interpretabili anche come di pura follia, dipende dai punti di vista) che ridefiniscono il limite di ciò che si può fare in sella a una mountain bike. Una di queste, recente, porta il nome di Vincent Tupin: un nome che suonerà come sconosciuto a molti di voi, ne siamo certi.

Beh, il freerider francese classe ’94 (meglio conosciuto nel mondo delle due ruote grasse come Vinny-T), sponsorizzato da Scott e noto per la sua audacia, lo scorso 18 ottobre 2024 si è reso protagonista di un’impresa che ha lasciato a bocca aperta l’intera comunità della Mtb più “acrobatica”: un salto da 31 metri di lunghezza, con un drop verticale di ben 25 metri.

Tupin
Il salto visto dall’alto

Un gesto atletico che è il culmine di un sogno lungo un anno, documentato con maestria nel cortometraggioPushing Into the Unknown”, disponibile su YouTube da appena qualche giorno.

Vincent Tupin racconta “Il suo salto leggendario”

Il titolo è eloquente: spingersi oltre l’ignoto, sfidando l’istinto di sopravvivenza per trasformare l’impossibile in realtà. La location scelta per questo salto epocale è Liddes, un piccolo angolo del Vallese svizzero circondato da cime imponenti e vallate scoscese. Lì, in un ambiente tanto suggestivo quanto spietato, Vincent ha costruito la sua linea di volo. Nessun gesto improvvisato: ogni dettaglio è stato calcolato, testato e perfezionato nel corso di dodici mesi. Dall’idea iniziale alla realizzazione, è stato un lungo viaggio di preparazione mentale e fisica, fatto di dubbi, fallimenti, ripensamenti e progressi millimetrici.

Tupin
Uno scatto che ritrae l’impresa (credit: @germ_photography)

«È il tipo di salto che fai una volta sola nella vita», dice Vincent nel video. E guardando il filmato, da pelle d’oca, non si può che dare ragione. L’atterraggio, durissimo, mostra la violenza dell’impatto, con la bici che ne esce pesantemente danneggiata: un segno tangibile della forza scaricata durante quei secondi di caduta libera.

Ma c’è di più oltre alla spettacolarità del gesto. Il messaggio che Tupin lancia ai giovani rider è profondo e vitale: bisogna sempre programmare tutto, senza mai lasciare nulla al caso, e andare per gradi. Solo così si può crescere, imparare e soprattutto restare interi. Non un incitamento a non emulare le sue gesta, ma un invito alla consapevolezza. Il Freeride, nella sua accezione più pura, non perdona: non è solo spettacolo e adrenalina, ma anche preparazione, rispetto per i propri limiti e per l’ambiente, progressione costante e attenzione assoluta.

Tupin
Tupin, in questa foto recente, in posa con la sua Scott (credit: @germ_photography)

“Pushing Into the Unknown” è una riflessione visiva sull’essenza del Freeride, una disciplina “dimenticata” sotto l’onda di altre, che grazie a progetti come questo torna a mostrare il suo volto più autentico. Ma ora non dilunghiamoci oltre con le parole: se volete saperne di più, godetevi il video.