Per chi ama le linee pulite e armoniose, anche in una Mtb, poche cose sono più appaganti di un reggisella telescopico il cui punto di innesto dello stelo coincide perfettamente con il collarino. Questa soluzione, dona alla bici un aspetto minimal e curato, e permette di ottenere un insieme visivamente più compatto e proporzionato.
Purtroppo, non sempre questa configurazione è possibile a causa di vincoli metrici del telaio o di compatibilità tra componenti. Tuttavia, il mercato da qualche anno sta proponendo sempre più modelli di reggisella telescopici “integrati”, pensati proprio per chi non vuole rinunciare all’estetica neanche nelle situazioni più tecniche.
Reggisella telescopici “nascosti”: BMC tra i primi a introdurli
Tra i pionieri di questa filosofia c’è BMC, che da tempo utilizza un sistema proprietario chiamato Autodrop. Si tratta di un reggisella dalla struttura atipica, progettato non solo per l’impatto estetico, ma anche per introdurre una funzionalità unica: grazie a un sistema ad aria compressa, è possibile abbassare la sella senza esercitare peso su di essa, rendendo la manovra più veloce e meno impegnativa.

La pressione interna consente circa 90-100 cicli completi di abbassamento e risalita prima di dover effettuare una nuova ricarica. Oltre alla praticità, l’Autodrop conferisce alla bici un look inconfondibile, dove il tubo verticale diventa parte integrante del meccanismo.
Anche Ghost ha preso questa strada con i suoi Eighpins
Ma BMC non è stata la sola a muoversi in questa direzione. Il marchio tedesco Ghost monta da anni i reggisella telescopici Eightpins, caratterizzati da un approccio più “classico” rispetto all’Autodrop, ma altrettanto efficace dal punto di vista estetico e funzionale. In questo caso, il sistema è completamente integrato nel telaio e sfrutta il tubo verticale come guida per lo stelo del reggisella. L’installazione è regolabile in base all’altezza sella desiderata, permettendo così di sfruttare sempre la massima escursione disponibile (un dettaglio importante, che superaforse anche il guadagno estetico). Oltre alla pulizia delle linee, poi, questo design, almeno sulla carta, riduce l’usura e migliora la rigidità complessiva del sistema.


La tendenza non si limita però a questi due marchi. Sempre più produttori, finora di piccole dimensioni (ovviamente), stanno introducendo soluzioni che, pur non essendo completamente integrate, consentono comunque di regolare con precisione l’escursione per ottenere un risultato visivo simile.
Questa evoluzione risponde a una domanda sempre più diffusa tra i biker moderni: avere una bici performante, ma anche elegante, dove ogni componente sia in sintonia con il design complessivo. Che si tratti di Cross Country, Enduro, o altro. Manubri, ma anche telescopici.













