La trentaduenne di Uri, una delle figure più amate del cross country elvetico, ha scelto il palcoscenico dei Campionati del Mondo di MTB nel Vallese per annunciare l’addio alle competizioni. Dopo la gara di short track, Linda Indergand ha dichiarato con emozione: «Ho partecipato al mio primo Campionato del Mondo in casa, nel Vallese, nel 2011. Questa 14esima edizione del Campionato del Mondo sarà la mia ultima. Il cerchio si chiude».
Il Canton Vallese rimane un posto magico per Indergand
Il Vallese non è un luogo qualsiasi per Indergand: proprio lì, a Champéry, nel 2011 si era laureata campionessa del mondo juniores, segnando l’inizio di una carriera straordinaria. Da allora, Linda ha collezionato risultati che resteranno nella storia della mountain bike svizzera. Il momento più memorabile? Senza dubbio il bronzo olimpico conquistato a Tokyo 2021, parte della storica tripletta tutta elvetica insieme a Jolanda Neff e Sina Frei.

Il suo palmarès è ricchissimo: argento ai Campionati Europei del 2017, diversi podi in Coppa del Mondo di Cross Country, il titolo mondiale a squadre nel 2023 e numerose vittorie nella disciplina Eliminator. E proprio lo scorso luglio ha messo a segno il suo ultimo grande risultato in MTB, conquistando il bronzo europeo nello short track (XCC), un podio che ha suggellato una carriera sempre ai vertici.
I ritiri di Schurter e Indergand rappresentano la fine di un’era per il momento della MTB svizzera
Il suo annuncio arriva in un momento simbolico per il movimento svizzero della mountain bike: anche Nino Schurter, leggenda vivente e compagno di squadra in nazionale, ha confermato che questo sarà il suo ultimo Mondiale. Due protagonisti che hanno segnato un’epoca si congedano insieme, lasciando un vuoto enorme, ma anche un’eredità sportiva che continuerà a ispirare

La Nazionale Svizzera, infatti, non è rimasta indifferente. Pochi istanti dopo le dichiarazioni di Indergand, ha condiviso su Instagram un post ufficiale dedicato a Linda, lodando il suo contributo al team e la sua carriera splendida. Un riconoscimento pubblico carico di gratitudine, che sottolinea quanto l’addio della biker svizzera non sia solo la fine di un percorso sportivo, ma la chiusura di un capitolo che ha unito atlete, tifosi e tutto lo sport elvetico.











