Sapone e pressione: il trucco per domare i tubeless

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Il “Tallonator” di ResolvBike. Sono diverse le aziende a puntare sul formato con pennello
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Far tallonare un copertone tubeless può sembrare, soprattutto la prima volta, un’operazione complicata, quasi un’impresa da officina professionale. In realtà, con un po’ di pazienza e i giusti strumenti, è un procedimento che chiunque può affrontare anche in autonomia, evitando inutili perdite di tempo o frustrazioni.

Il sapone per fare da effetto “lubrificante”

Il segreto potrebbe stare in primis in un elemento fondamentale: il “lubrificante”. Può capitare infatti che il tallone della gomma fatichi a scorrere facilmente lungo il canale del cerchio e incastrarsi in maniera corretta. Per facilitare questo passaggio viene utilizzato il sapone, semplice e allo stesso tempo efficace. Non serve nulla di particolarmente complesso: una soluzione di acqua e sapone neutro, applicata lungo i bordi del copertone con una spugna o un pennello, è sufficiente a ridurre l’attrito.

In alternativa, per chi desidera, esistono prodotti specifici, come “Easy Fit” di Schwalbe (dotato di pennello) e altri, che garantiscono una oleazione temporanea e ottimale. La funzione rimane, indipendentemente dal formato (se saponetta, crema, in polvere etc.), la stessa: permettere al tallone del copertone di “scivolare” fino alla sede corretta.

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Il necessario per il tubeless. Fondamentale compressore o pompa con serbatoio. In foto c’è il Tire Booster di Schwalbe

La pressione per far entrare al meglio il tubeless

Ma ovviamente poi non è tutto. Fondamentale per l’obiettivo “tallonamento” è anche la pressione. Perché un tubeless talloni, serve un getto d’aria rapido e potente che spinga il copertone contro i fianchi del cerchio. Il compressore è lo strumento ideale, perché permette di immettere subito una quantità d’aria elevata.

A casa, se non si dispone di un compressore, ci si può affidare a pompe ad alta pressione appositamente pensate per i tubeless (con serbatoio, venduto anche separatamente): hanno una camera di carico che accumula aria e la rilascia in un istante, simulando l’effetto del compressore. Una pompa tradizionale può talvolta funzionare, ma non sempre è sufficiente: se la gomma non riesce ad aderire al cerchio al primo colpo, il rischio è infatti che l’aria fuoriesca subito dai bordi, rendendo vano ogni tentativo.

Quando finalmente il tubeless “scatta” in posizione, lo si riconosce da un suono secco, una specie di “clac” che indica che il tallone si è incastrato correttamente. A quel punto è possibile aggiungere il lattice sigillante, se non lo si è già inserito prima, e portare la gomma alla pressione di esercizio desiderata. Il lattice completerà il lavoro sigillando eventuali microperdite e rendendo il sistema pronto all’uso.

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Un buon latice completa il lavoro

Insomma, montare un tubeless non è affatto un’impresa titanica: è solo una questione di pratica, sapone e pressione. Una volta presa la mano, il montaggio diventa rapido e quasi automatico, aprendo le porte a tutti i vantaggi della tecnologia, come minori forature, migliore scorrevolezza e maggior comfort di guida.