
Alla Castro Legend Cup tutto è pronto per accogliere gli oltre 700 bikers che si schiereranno al via. Oggi, la giornata della vigilia è stata animata fin dal mattino presto con le interviste ai campioni, direttamente nell’area expo dedicata.
Il Cicloclub Spongano ha pensato proprio a tutto: dal divertimento alla sicurezza. La zona di ritrovo, infatti, è stata trasformata in una vera e propria fiera: la Castro Legend Cup è molto più di una semplice gara. L’organizzatore Giuseppe Maggiore, in questo, si è dimostrato un vero e proprio perfezionista. E insieme a lui tutto il suo staff. Non a caso, saranno presenti quasi 200 volontari, tra “pasta party” e punti di controllo sul tracciato.

L’accoglienza delle grandi occasioni invita alla socialità e alla convivialità. L’evento, unico nel suo genere, richiama l’attenzione di molti appassionati: gli 81 chilometri della Castro Legend Cup sono immersi in uno scenario introvabile.
Splende il sole sulla Castro Legend Cup
Il percorso si sviluppa in un continuo susseguirsi di singletrack, immersi nelle bellezze naturali del luogo, mentre il paesaggio circostante diventerà il vero protagonista della manifestazione. Le rocce vive che costellano la gara saranno sia una splendida cartolina, che una difficoltà tecnica da cui guardarsi. La bellissima “maglia-evento” creata da Gobik è stata consegnata insieme al ricchissimo pacco gara. Mentre si procedeva con la verifica tessere e le iscrizioni, poi, ha preso vita lo splendido spettacolo allestito per allietare il pomeriggio dei tanti agonisti amatoriali accorsi per l’ultimo appuntamento di stagione. Tra questi, anche il Campione Olimpico di ciclismo su strada Pascal Richard.

Anche se il meteo ha teso gli animi fino all’ultimo momento, il cielo si è definitivamente rischiarato e volge, finalmente, al bello. Quella di domani si preannuncia una Castro Legend Cup asciutta e con un clima mite: perfetto per competere con il massimo divertimento.
Un’occhiata alle scelte tech dei protagonisti
In quanto a scelte tecniche, abbiamo visto le più disparate. Chi predilige una gomma più tassellata all’anteriore, chi – invece – cerca la massima scorrevolezza e superficie d’aderenza. Abbiamo visto gli Schwalbe Racing Ray di Martin Frey, ma anche i Maxxis Rekon Race di Leonardo Paez. Insomma, c’è davvero di tutto. Tuttavia, nel paddock, si vede una costate: le bici full suspended.

Infatti, tentare di descrivere la Castro Legend Cup è un’impresa impossibile. C’è chi la definisce un crosscountry lungo, chi la assimila ai “toboga” del ciclocross e chi la racconta, semplicemente, come una gara unica nel suo genere. Ma tutti sono d’accordo su un fatto: è un percorso durissimo ed estremamente tecnico.
Chi vincerà? Domani si scateneranno le ostilità agonistiche. Che vinca il migliore!
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