Dalla Liv Pique alle bici specifiche per donne-biker: un mercato in cui pochi marchi (purtroppo) continuano a credere

Liv
Liv, pioniere del settore, rimane il marchio “faro” per chi cerca una bici donna-specifica
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In un mondo, come quello della Mtb, in cui i segmenti di mercato si moltiplicano, esiste un’area che continua a muoversi con estrema lentezza: quella delle bici progettate specificamente per le donne. L’occasione proviene da un annuncio: quello della nuova e fiammante Giant Anthem, affiancata dalla versione Pique, firmata Liv.

Liv è la linea “rosa” pensata per le biker, con modelli che ovviamente riprendono caratteristiche da quelli di facciata (in questo caso Anthem) e le ripropongono in chiave più femminile. Quello dell’azienda statunitense è un esperimento raro, ma ormai comprovato, essendo in atto da tanti anni ed essendo stato comunque apprezzato nel settore.

Liv
Appena presentata, Liv Pique

Giant Anthem e Liv Pique: due paralleli per esperienze su misura

Tornando ai due modelli citati, dunque, lo ripetiamo per evitare fraintendimenti: sono dei paralleli, studiati per offrire un’esperienza egualmente unica e su misura rispettivamente a biker-uomini e biker-donne. Ma si tratta comunque di un approccio oggi apparentemente quasi controcorrente.

La filosofia è chiara: le bici (riprendiamo in questione, essendo il caso più emblematico, Liv e Giant) si differenziano solo per alcuni dettagli, pensati per adattarsi meglio alla conformazione femminile. Le variazioni, tuttavia, sono minime. A parte loghi, grafiche e qualche piccolo aggiustamento geometrico, ciò che spesso cambia davvero è la disponibilità di taglie più piccole per rispondere a un’esigenza reale. Ovvero quella di avere bici perfette e non adattate anche per le ragazze più minute, troppo spesso costrette a ripiegare su telai troppo grandi e adattamenti postumi.

Giant
Giant Anthem: la bici utilizzata in questo finale di stagione dal due volte campione del mondo Alan Hatherly

Un settore in trasformazione: il declino delle linee dedicate

Ma, come detto, la coesistenza tra Giant e Liv rappresenta una delle poche certezze rimaste nel panorama delle bici “women specific”. Negli ultimi anni, infatti, molte aziende hanno abbandonato lo sviluppo di linee dedicate, preferendo puntare su gamme unisex ottimizzate per un’ampia varietà di corporature. Una scelta strategica comprensibile dal punto di vista industriale, ma che non sempre incontra le esigenze delle biker più attente alla vestibilità.

Tra le eccezioni rimaste spicca anche Scott, che da tempo porta avanti la serie “Contessa”, una folta gamma che in linea di massima porta avanti gli stessi principi di Liv. Anche Canyon poi, seppure con un numero più limitato di modelli, continua a proporre qualche allestimento pensato per il pubblico femminile, segno che la domanda comunque continua ad esistere e crescere (anche se forse meno di qualche anno fa).

Scott
Anche Scott ha una sua gamma al femminile (molto ricca): “Contessa”

Le cicliste, agoniste vere, ma anche di livello amatoriale, sono sempre più numerose, tecnicamente preparate e consapevoli delle proprie esigenze. La diversificazione dell’offerta, a distanza di tanti anni dall’ideazione, potrebbe avere ulteriori sviluppi, e lo speriamo, seppur con la consapevolezza del momento estremamente difficile per il mercato ciclistico.