Il mondo del ciclismo piange la scomparsa di Joe Montgomery, fondatore e anima creativa del marchio Cannondale. L’86enne americano è morto venerdì 2 gennaio a causa di complicazioni cardiache, come confermato dalla moglie Celia Montgomery. Nato negli Stati Uniti a fine anni ’30, Montgomery non era un ingegnere né un ciclista professionista, ma possedeva una capacità imprenditoriale fuori dal comune e una visione innovativa che avrebbero rivoluzionato l’industria delle biciclette.
Dal Wilton alla conquista del mondo della mountain bike
La storia di Cannondale inizia nel 1971, in un modesto loft sopra una fabbrica di sottaceti a Wilton (Connecticut). Fu lì che Montgomery avviò un’attività inizialmente dedicata ad accessori da ciclismo e outdoor. L’idea di creare biciclette leggere e performanti nacque osservando un ciclista in difficoltà su una salita. Fu la sua voglia di “andare oltre il limite” a spingerlo a immaginare soluzioni più efficienti per affrontare la bici e il suo carico.
Sotto la guida di Montgomery, Cannondale divenne nota per innovazioni tecniche che cambiarono il settore. Dal primo telaio in alluminio oversize agli sviluppi nel carbonio, passando per componenti come la forcella Headshok e il monobraccio Lefty. La capacità di Montgomery di pensare “oltre lo status quo” rese Cannondale una delle aziende più influenti nel panorama mondiale delle biciclette, apprezzata tanto da professionisti quanto da appassionati.


Non solo innovazione. Il marchio Cannondale è sempre stato famoso per la sua attenzione alla sostenibilità, aspetto che è rimasto uno dei pilastri cardine anche dopo il 2003, anno nel quale Montgomery fu costretto a vendere l’azienda a causa della bancarotta.
Oltre al suo ruolo nel ciclismo, Montgomery fondò successivamente Systems 4 PT. Un’azienda di software per la gestione degli studi di fisioterapia, dimostrando versatilità imprenditoriale anche al di fuori del mondo delle biciclette.
L’eredità di Montgomery
Joe Montgomery lascia un’eredità pesante. Un marchio che ha contribuito in modo determinante a ridefinire design, materiali e performance delle biciclette moderne e che continuerà a influenzare generazioni di ciclisti e progettisti. La sua famiglia (composta dalla moglie Celia, cinque figli e tre nipoti) ha annunciato che i dettagli delle commemorazioni saranno resi noti a breve.













