Per molti appassionati, montare la propria mountain bike partendo dal telaio non è solo una scelta tecnica, ma un vero e proprio rito. È il modo più puro di dare forma alla “bici dei sogni”, cucita addosso alle proprie esigenze, al proprio stile di guida e al tipo di percorsi affrontati. Eppure, guardando al 2026, il cosiddetto “bike building” sta diventando sempre più complesso, soprattutto per un motivo preciso: trovare il telaio giusto è oggi la vera difficoltà.
I grandi brand stanno abbandonando la vendita del kit telaio
Paradossalmente, non sono i componenti a creare i maggiori ostacoli. Gruppi, trasmissioni, sospensioni, ruote e cockpit sono generalmente reperibili, spesso con una scelta addirittura più ampia rispetto al passato. Il problema nasce a monte, quando si cerca la base su cui costruire tutto il resto. La fonte più florida di telai, sembrerà strano, ma oggi è soprattutto il mercato dell’usato, soprattutto quando non si parla di prodotti high end. Sempre più marchi (ora quasi tutti veramente), infatti, stanno abbandonando la vendita del kit telaio, puntando quasi esclusivamente su biciclette complete. Una scelta che ha una sua logica industriale e commerciale.

Vendere bici complete significa maggiore controllo sulla catena di fornitura, volumi più prevedibili, margini più stabili e una comunicazione più semplice verso il grande pubblico. Inoltre, in un mercato che negli ultimi anni ha vissuto forti oscillazioni, i brand preferiscono ridurre la complessità dell’offerta, concentrandosi su allestimenti “chiavi in mano”.
Il rovescio della medaglia è evidente per la fascia più appassionata del mercato. I cosiddetti “smanettoni”, coloro che amano scegliere ogni singolo componente, si trovano sempre più spesso costretti a compromessi. O si acquista una bici completa per poi smontarla (con costi aggiuntivi e componenti spesso destinati a rimanere inutilizzati), oppure si rinuncia a determinati telai semplicemente perché non disponibili singolarmente.


Nel settore della Mtb è sempre più complicato costruire da se una bici
Questo fenomeno colpisce ovviamente forte ogni settore ciclistico e ovviamente anche il segmento Mtb, dove la personalizzazione ha sempre avuto un ruolo centrale. Nel 2026, oltre alle difficoltà nel reperimento dei kit telaio, inoltre, entrano in gioco altri fattori: standard in continua evoluzione, compatibilità sempre più specifiche e una maggiore integrazione di componenti proprietari (tipo i cockpit integrati, con spacer dedicati). Tutti elementi che rendono il montaggio di una Mtb non solo più difficile, ma anche più costoso e meno accessibile per l’utente finale, rispetto all’acquisto di una bici completa.
Eppure, il desiderio di costruire la propria bici non sembra destinato a scomparire. Anzi, in un mercato sempre più omologato, il “bike building” rappresenta una forma di resistenza, un modo per riaffermare il lato più artigianale e personale della Mountain Bike. Per molti, è un progetto, un’idea, un’estensione del proprio modo di vivere la bici. E rendere tutto questo sempre più difficile rischia di allontanare proprio quei rider che, da sempre, tengono viva la passione. Resta da capire se i marchi sapranno intercettare questa esigenza.












