Gli stand vengono smontati, il frastuono dei padiglioni cala e noi, stanchi ma decisamente “a pancia piena” per la scorpacciata di novità di questi giorni al Taipei Cycle Show, ci prendiamo un momento. Seduti su una panchina di fortuna, prima di affrontare il lunghissimo viaggio di rientro verso l’Italia, raccogliamo le idee.
Che momento sta vivendo il ciclismo globale? C’è ancora entusiasmo? La risposta è un gigantesco e vibrante sì. Abbiamo visto un’industria in fermento, pronta a scommettere su un futuro che mescola altissima tecnologia e un prepotente ritorno alle origini.
Ecco un assaggio di ciò che vi racconteremo, con la giusta calma,nel prossimo numero della nostra rivista.

L’Industria sposa la sostenibilità e la sicurezza
Se il ciclismo è l’emblema dello sport e della salute, la bike industry ha finalmente capito di dover sostenere questo stile di vita diventando essa stessa più “green“. I grandi produttori sono allineati: abbiamo toccato con mano un’infinità di componenti costruiti con materiali riciclati.
Non si tratta più solo di greenwashing, ma di soluzioni strutturali reali. Parallelamente, c’è un’esplosione di accessori legati alla sicurezza attiva e passiva del rider, con un’illuminazione integrata e intelligente studiata per massimizzare la visibilità in ogni condizione.
Il Segreto di Pulcinella: prototipi e la febbre da 32 pollici
Il gusto per l’innovazione quest’anno ha un diametro ben preciso: 32 pollici. Come vi abbiamo anticipato parlando del prototipo Richmond e delle coperture Maxxis, le aziende si stanno sbizzarrendo. I padiglioni erano un campo minato di prototipi, soluzioni estreme e segreti industriali che, ne siamo certi, dureranno ancora per pochissimo. Tutti sanno che la rivoluzione delle ruote giganti sta arrivando, e tutti (dichiaratamente o meno) si stanno facendo trovare pronti dietro le quinte.

Crisi d’identità o evoluzione? Il caos creativo di gravel e XC
Una delle osservazioni più curiose l’abbiamo fatta leggendo i cartellini espositivi. Abbiamo visto mountain bike front equipaggiate con manubri dropbar ed etichettate fieramente come “Gravel“, e biciclette completamente rigide definite “XC“. Nessun errore di traduzione: semplicemente, i confini stanno crollando.
Il mondo Gravel si sta frammentando in un milione di declinazioni (dal bike packing estremo al racing puro, passando per le monster), spingendo il mercato verso una concezione di bicicletta sempre più individuale e personalizzata.
Verso il prossimo capitolo
Questa fiera ha detto moltissimo, lasciandoci ammirare anche tantissime eccellenze italiane.

Nonostante la forte spinta sull’e-mobility (non solo e-bike per il commuting urbano, ma persin omoto elettriche!), però, Taipei Cycle Show non si è dimenticato della realtà . C’è una forte attenzione alla necessità di proporre prezzi più accessibili per stimolare il mercato, e un romantico occhio al passato: in mezzo all’elettronica, le 26 pollici da Dirt Jump e i telai retrò in alluminio ci ricordano che, in fondo, pedalare è prima di tutto un gioco.
Ma ora il nostro volo ci aspetta. È tempo di alzarci, smaltire il fuso orario e mettere tutto nero su bianco. Ci leggiamo prestissimo in edicola, dove ogni “non detto” di questa intensa settimana taiwanese troverà finalmente la sua risposta.















