La Capoliveri Legend Cup si fermerà nel 2027. Una nuova pausa per una delle gare simbolo della mountain bike italiana, che già nel 2024 aveva saltato un’edizione prima di tornare regolarmente in calendario. Questa volta, però, lo stop coincide con una fase più delicata: il direttivo del Capoliveri Bike Park, presieduto da Maurizio Melis, ha deciso di concludere il proprio percorso alla guida dell’associazione, lasciando aperto il tema della futura gestione.
Una decisione che assume un significato particolare perché arriva proprio dopo un’edizione da record. Nel 2026 la Legend Cup ha infatti superato per la prima volta quota 1.500 classificati, arrivando a 1.555 biker al traguardo: 159 nella prova della HERO UCI Marathon World Cup, 683 nella Marathon e 713 nella Classic. Numeri che raccontano una manifestazione tutt’altro che in crisi sul piano della partecipazione.
Il problema, quindi, non è la risposta degli appassionati. È tutto ciò che serve per permettere a una macchina organizzativa di queste dimensioni di continuare a funzionare.
Capoliveri Legend Cup: un modello diventato difficile da sostenere
Dietro una manifestazione internazionale non ci sono soltanto il giorno della gara, gli atleti e il pubblico. Ci sono mesi di lavoro, sopralluoghi, sicurezza, logistica, pratiche amministrative, manutenzione dei percorsi e allestimenti. Attività che a Capoliveri sono state portate avanti negli anni soprattutto grazie all’impegno di soci e volontari.
Ed è proprio qui che si trova il motivo principale della scelta. Il direttivo uscente ha riconosciuto di non essere riuscito a costruire nel tempo un ricambio generazionale sufficiente, mentre parallelamente il livello organizzativo richiesto da eventi nazionali e internazionali è diventato sempre più elevato.
Responsabilità, competenze tecniche e amministrative e disponibilità di tempo sono cresciute al punto da rendere sempre più complicato affidare quasi interamente l’organizzazione al volontariato. Non è venuta meno la passione, insomma: è diventato difficile sostenere ancora lo stesso modello.
Il messaggio lasciato dal Capoliveri Bike Park è quindi anche più ampio rispetto alla semplice mancata disputa di un’edizione. È la fotografia delle difficoltà che molte manifestazioni sportive devono affrontare quando raggiungono dimensioni e standard sempre più professionali, pur continuando a poggiare sulle spalle di persone che dedicano gratuitamente tempo ed energie all’organizzazione.
In 17 anni quasi 30 mila biker hanno corso all’Isola d’Elba
A raccontare cosa abbia rappresentato la Capoliveri Legend Cup sono soprattutto i numeri della sua storia. Dal 2010 a oggi quasi 30.000 concorrenti sono arrivati all’Isola d’Elba per prendere parte alla manifestazione, con un impatto che è andato ben oltre l’aspetto agonistico.
La crescita della gara ha infatti accompagnato quella dell’intero territorio come destinazione ciclistica. Negli anni Capoliveri ha ospitato il Campionato Italiano Marathon 2020, il Campionato del Mondo UCI Marathon 2021, le UCI Marathon Series e diverse competizioni internazionali di cross country, fino ad arrivare alle due prove della HERO UCI Cross-country Marathon World Cup nel 2025 e nel 2026.
Un percorso che ha permesso al Monte Calamita di diventare molto più dello scenario di una gara. La rete di sentieri sviluppata e mantenuta dal Bike Park ha contribuito a rendere Capoliveri una meta per migliaia di appassionati provenienti anche dall’estero, allungando la stagione turistica oltre i tradizionali mesi estivi.
Per questo la fine dell’attuale ciclo dirigenziale apre una questione che va oltre il futuro della Legend Cup.
Il futuro del Monta Calamita
Il direttivo uscente ha espresso la speranza che possa nascere una nuova gestione capace di raccogliere il testimone. Nel 2027, però, il Capoliveri Bike Park non organizzerà eventi e un eventuale nuovo gruppo avrebbe inevitabilmente bisogno di tempo per ricostruire una struttura organizzativa e decidere quale strada seguire.
La priorità riguarda anche la tutela della rete sentieristica del Monte Calamita. Senza qualcuno che subentri nella gestione potrebbero infatti venire meno le autorizzazioni necessarie, con il rischio nel lungo periodo di una progressiva perdita della segnaletica e della piena fruibilità dei percorsi. Uno scenario che avrebbe conseguenze non soltanto sportive, ma anche turistiche ed economiche per il territorio.
La parola “fine”, dunque, sarebbe prematura. Del resto, la Legend Cup ha già conosciuto una pausa recente, quella del 2024, prima di tornare l’anno successivo. Questa volta, però, l’incognita riguarda soprattutto chi potrà raccogliere il testimone lasciato dall’attuale direttivo.
Quella annunciata è quindi la chiusura di un ciclo, quello del gruppo che ha accompagnato Capoliveri fino ai vertici della mountain bike internazionale. Resta aperta la possibilità che nuove persone, nuove competenze e un modello organizzativo differente possano dare continuità a un’eredità costruita in tanti anni di lavoro.
Per il momento rimane una certezza: nel calendario 2027 non ci sarà la Capoliveri Legend Cup. E il fatto che lo stop arrivi immediatamente dopo l’edizione più partecipata della sua storia rende la notizia ancora più significativa. Non è il pubblico ad aver abbandonato Capoliveri. È diventato sempre più difficile sostenere, con le sole forze del volontariato, una manifestazione cresciuta fino a diventare una vera gara internazionale.
Una “Legend” che si ferma ancora, almeno per ora, proprio quando i numeri dimostravano quanto fosse ancora viva.


















