Offseason mtb e paura di perdere la forma: cosa succede davvero al corpo quando vi fermate

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Finalmente un po' di meritato offseason! Scopri tutto quello che dice la scienza a proposito del riposo...
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L’autunno porta con sé la fine delle lunghe sfide sui sentieri e apre le porte a uno dei momenti più delicati dell’anno per ogni appassionato di mtb: il periodo di stacco. Spesso, chi pedala con costanza vive questa fase con un pizzico di ansia. Si teme di perdere in pochi giorni la cilindrata costruita con mesi di fatica e dedizione. Tuttavia, la scienza dello sport racconta una storia ben diversa.

La nota piattaforma di analisi TrainingPeaks, sempre prolifica di letture scientifiche estremamente interessanti, ha recentemente pubblicato due approfondimenti molto utili che vale la pena condividere e analizzare insieme a voi. Attraverso gli studi su cosa accade al corpo durante una pausa dagli allenamenti e su come strutturare correttamente i giorni di riposo, emerge una verità fondamentale. Il recupero fisico va vissuto nella maniera più rilassata possibile, senza la fretta o lo stress di dover concludere rapidamente il proprio periodo di offseason.

La paura del “detraining”: cosa succede davvero al vostro motore?

Molti biker considerano la propria forma fisica come un conto in banca, dove ogni giorno senza allenamento equivale a un prelievo forzato. In realtà, il corpo umano non funziona come un interruttore che si spegne improvvisamente. Come spiegato nell’analisi di Charlotte Corrigan per TrainingPeaks sul detraining, la perdita degli adattamenti fisiologici avviene in modo molto graduale.

Gli scienziati dividono questo processo in due fasi: una a breve termine (meno di quattro settimane) e una a lungo termine (oltre le quattro settimane). Di conseguenza, prendersi due o tre settimane di stacco sereno a fine stagione non compromette affatto il lavoro svolto durante l’anno.

La Vecia Ferovia dela Val de Fiemme
E perchè non approfittarne per una pedalata lenta in compagnia? (credit: IDM Südtirol)

VO2 max, volume plasmatico ed efficienza muscolare

Ma cosa succede esattamente all’interno dell’organismo quando si appende la mtb al chiodo per qualche settimana? Il primo parametro a cambiare non riguarda i muscoli, bensì il sistema cardiovascolare. Nei primi giorni di stop si riduce il volume del plasma nel sangue. Di conseguenza, il cuore pompa leggermente meno sangue a ogni battito (gittata sistolica).

Nonostante ciò, il vostro VO2 max — ovvero la “cilindrata” massima del vostro motore aerobico — dimostra una grande resilienza. Gli studi citati da TrainingPeaks evidenziano come, dopo ben 21 giorni di totale inattività, il VO2 max cali solo del 7%. Inoltre, l’economia del gesto atletico (la capacità di esprimere watt consumando meno ossigeno possibile) rimane pressoché intatta anche dopo lunghi periodi di stop. A diminuire dopo la terza o quarta settimana sono soprattutto gli enzimi mitocondriali, cioè le piccole “centrali energetiche” dei muscoli, e la capacità di stoccare il glicogeno. Si tratta però di adattamenti che il corpo memorizza e che, una volta ripresa la preparazione invernale, tornano ai livelli ottimali con estrema rapidità.

Riposo attivo e condivisione: fermarsi senza “spegnersi”

Sapere che la fisiologia è dalla vostra parte deve aiutarvi a vivere l’offseason con totale serenità. L’equazione fondamentale della performance è semplice: stimolo allenante + riposo = adattamento. Senza il secondo fattore, il corpo non ripara i microtraumi, il sistema immunitario si indebolisce e il sistema nervoso centrale va in riserva.

Come sottolinea Phil White nel secondo approfondimento di TrainingPeaks dedicato alla gestione del recupero, esistono però due errori opposti da evitare durante lo stacco. Il primo consiste nel trasformare le uscite blande in allenamenti mascherati, facendosi prendere dalla foga non appena ci si sente riposati. Il secondo errore, al contrario, è l’immobilità assoluta sul divano. Chiudere completamente ogni forma di movimento rallenta infatti il sistema linfatico, la circolazione e la digestione, lasciandovi paradossalmente più indolenziti e stanchi.

La SpoletoNorcia
A tavola in modo consapevole, ripensando all’allegria dei pasta party in stagione (credit: Mirror Media)

Il ritorno agli affetti e il buon cibo

La chiave per un recupero perfetto risiede nel mantenere attivi i sistemi corporei senza innescare lo stress meccanico o la tensione agonistica. L’offseason diventa così l’occasione d’oro per restituire tempo di qualità alla propria famiglia e ai propri affetti, spesso sacrificati tra gare e trasferte domenicali.

Una passeggiata nei boschi con il partner, giocare all’aperto con i figli o gli amici, dedicarsi a qualche lavoro manuale o fare un’escursione a piedi sono tutte attività preziose. Questo tipo di movimento dolce mantiene viva la circolazione e ossigena i tessuti, senza però gravare sulle articolazioni e sui tendini. Allo stesso tempo, ricordate di non tagliare drasticamente le calorie nei giorni di riposo: il vostro metabolismo basale resta alto e i muscoli hanno bisogno di proteine e carboidrati per completare la propria ricostruzione strutturale.

Ristorare i muscoli, rigenerare l’anima

Al di là dei mitocondri e del volume plasmatico, c’è un aspetto che nessun misuratore di potenza può calcolare: la freschezza mentale. La stanchezza cognitiva accumulata seguendo tabelle, zone di frequenza cardiaca e ritmi serrati ha bisogno di evaporare. Il vero ristoro dell’offseason deve avvenire tanto nelle fibre muscolari quanto nell’anima.

Staccare la spina senza guardare il calendario con impazienza vi permetterà di ritrovare quella fame autentica di fango, fatica e sentieri che rende speciale questo sport. Quando la mente torna libera, anche il corpo risponde con una spinta nuova.

Prendetevi il vostro tempo, respirate l’aria d’autunno senza l’assillo del cronometro e lasciate i pedali a riposo in garage. Il miglior consiglio per queste settimane è tanto semplice quanto paradossale: godetevi tutto il bello che la bici vi ha dato… ma questa volta, fatelo senza bici!