Val di Sole 2021 / Greg Minnaar nella leggenda: vince il Mondiale 8 anni dopo Pietermaritzburg

l sudafricano ricuce il rapporto conflittuale con la Black Snake con una run da leggenda. Prima vittoria in Val di Sole e poker di maglie iridate nel Downhill (Foto Val di Sole BikeLand)
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Quello della Val di Sole è il Mondiale delle leggende. Una rassegna iridata che ha esaltato campioni senza tempo, ai colpi di coda di carriere irripetibili. Ieri Nino Schurter nel Cross Country, oggi Greg Minnaar nel Downhill: è proprio vero che il profumo dell’iride sa tirare fuori il meglio dagli atleti.

Ancor prima che a Daolasa di Commezzadura iniziassero le competizioni, i Mondiali in Trentino erano destinati ad entrare nella storia con il record di maglie e medaglie assegnate per una edizione dei Campionati del Mondo. Ma la settimana iridata in Trentino è andata ben oltre le più rosee aspettative, regalando continue emozioni e giornate indimenticabili, destinate a restare nella memoria degli appassionati.

Quella di domenica 29 agosto era la giornata più attesa dai solandri: dopotutto, in questo angolo di Trentino la Downhill è religione, più che uno sport. Merito della Black Snake, riconosciuto tempio della disciplina, e di un’atmosfera che non ha eguali sul panorama mondiale.

Per la prima volta in carriera, la Black Snake ha esaltato il talento di Greg Minnaar. Per il sudafricano, 40 anni a novembre, è la quarta maglia di Campione del Mondo e il primo trionfo sulla pista più selettiva e temuta del pianeta. Probabilmente è quest’ultima la sua più grande soddisfazione.

GREG MINNAAR DOMA LA BLACK SNAKE E SI VESTE D’ARCOBALENO

Non vinceva un Mondiale da 8 anni Greg Minnaar, ma non si è dato mai per vinto. In una guerra dei nervi con il ‘dream team’ francese, il sudafricano ha messo in campo esperienza e talento, interpretando al meglio le trappole del ‘serpente nero’. Il rider nativo di Pietermaritzburg ha messo le cose in chiaro sin dal primo intermedio con linee rapide e precise, anche se il capolavoro è andato in scena nella parte finale, dove l’africano ha fatto segnare i parziali record che gli hanno permesso di chiudere la prova in 3.28.963.

Secondo posto per il meno atteso dei francesi, Benoit Coulanges (+0.227), eccellente interprete della selettiva sezione centrale. Bronzo all’australiano Troy Brosnan (+0.441). Tre atleti in meno di mezzo secondo dopo 2100 metri di gara: anche questa è storia.

Si è fermano invece ai piedi del podio il britannico Danny Hart, mentre il giovanissimo Matt Walker ha chiuso la top-5 dimostrando di appartenere all’élite della disciplina. Deludenti i francesi Loic Bruni e Loris Vergier, quest’ultimo primo nelle qualifiche del venerdì, oltre al britannico Laurie Greenland, che stavolta non ha trovato ispirazione sulla sua pista preferita. Primo degli italiani, il sardo Davide Palazzari, ventiseiesimo.