Non è primavera e lo zodiaco non c’entra, ma è il magic moment di Pauline la magnifica. La Ferrand Prevot ha riscritto le pagine degli almanacchi per i prossimi anni. Da questa settimana, si trova la risposta all’interessamento della Ineos-Grenadiers del nuovo recordman dell’ora Filippo Ganna e di Tom Pidcock, nei confronti della fuoriclasse transalpina. Mondiale gravel? Vinto! Roc d’Azur? Vinta!
I mondiali di cross country di Les Gets ad agosto? E quello Marathon in Danimarca? E l’iride gravel a Cittadella? Sì, il verdetto è lo stesso: vittoria! Una manita mostruosa per la francese della BMC MTB Racing che sui tracciati di casa, tra pioggia e fango, ha conquistato ancora una volta la “Roc” dopo il trionfo del 2017.
E pensare che la carriera di Ferrand Prevot passa anche dal ciclismo su strada: agli inizi, infatti, nel 2012 ha corso per la Rabobank Liv Giant e poi dal 2017 al 2020 per la Canyon-SRAM. Giocando con i parallelismi, sarebbe la Van Aert, la Van der Poel e la Pidcock del ciclismo femminile. Una gigantesca interprete di questo sport in ogni sua declinazione che ieri alla Roc d’Azur ha preceduto due azzurre: Martina Berta e Giada Specia, come a dire che anche per l’Italia il futuro è più che roseo. Ma non resta che applaudire una campionessa come PFP che se uno pensa alle iniziali viene fuori “Per Forza Prima”. Chapeau Pauline e alla prossima vittoria.














