Yeti presenta la nuova generazione della sua MTB a escursione corta: la SB120, che ha guadagnato 5 mm di escursione rispetto alla versione precedente. Lo stesso iter della sorella maggiore SB 160. La forma del telaio è ispirata infatti alle linee enduro e trail e presenta, così, una silhouette molto gradevole.
La MTB di Yeti è passata dai 100 mm della prima edizione ai 115 mm della versione 2020 per giungere ai 120 della versione 2023.
La geometria della Yeti SB 120
La SB 120 dispone di 120 mm al posteriore e 130 mm all’anteriore e monta ruote da 29”. Presenta un angolo di sterzo di 66,5°, un reach di 475 mm e un interasse di 1217 mm con foderi da 439 mm in taglia L.
I foderi orizzontali sono differenziati per taglia, per calzare a pennello sul biker.
Insomma, la Yeti SB 120 è una bici per divertirsi sui trail. Come direbbero i tecnici Yeti tra Race e Rip sicuramente Rip. È loro abitudine, infatti, classificare le MTB secondo queste due categorie: Race, per fare gare, o RIP, per divertirsi. Anche se tutte le loro creazioni non escludono mai completamente né un aspetto né l’altro.
Stando alle dichiarazioni di Yeti la SB 120 ha una geometria agile e bilanciata che fa dimenticare le escursioni più lunghe.
Le soluzioni tecniche della Yeti SB 120
La SB 120 ha una maggiore altezza da terra. Il sistema Switch Infinity e il leveraggio dell’ammortizzatore sono stati resi più compatti e il telaio pare abbia una rigidità ottimizzata.
Il passaggio cavi nel telaio è stato perfezionato. Tutti i cavi instradati internamente sono ora bloccati da morsetti all’ingresso o all’uscita e guidati attraverso un supporto che li accompagna verso il triangolo posteriore.
La protezione dei foderi lato catena è molto curata e rende la bici silenziosa.
Il telaio della nuova Yeti SB 120
Tutti i telai della linea SB 120 sono presenti, come sempre, in due varianti di carbonio. La serie C, il più economico, e la serie T, il più pregiato della gamma, che ha la stessa durata e rigidità delle serie C, ma con un risparmio di peso di circa 225 grammi per telaio.
Il sistema Switch infinity
Lo Switch Infinity riesce a determinare un cambiamento della curva di progressione della sospensione durante l’affondamento.
Lo scopo è quello di cercare di avere una sospensione sensibile ma dotata di un efficace anti-squat nella parte iniziale, per poi essere lineare fino ad almeno tre quarti del travel e passare (switchare), infine, ad un comportamento più progressivo nella parte finale della corsa dell’ammortizzatore. Il dispositivo Switch Infinity è stato progettato per rendere indipendente il carro dal tiro catena in modo da avere una sospensione più autonoma e un’azione di pedalata più efficace
In sostanza si tratterrebbe del comportamento della sospensione ideale. Il funzionamento è regressivo nella prima parte della corsa, e quindi più sostenuto, in modo da evitare l’affondamento durante la pedalata (antisquat). La seconda parte del travel è lineare così da assorbire gli impatti sugli ostacoli di dimensioni medie e un’ultima parte che, grazie a un ammortizzatore ad aria, diventa progressiva e preserva il telaio dai fondo corsa causati da grossi salti o drop. Una soluzione davvero intelligente.
La Yeti SB 120 parte dai 6.300 dollari (circa 6.000 euro) per la versione C1 per arrivare ai 12.100 dollari (circa 11.500 euro) per la versione T4, la più pregiata. È disponibile anche l’opzione solo telaio a 4300 dollari (circa 4.100 euro).
Per ulteriori informazioni, www.yeticycles.com














