Un arcobaleno doppio è un evento piuttosto raro in natura, ma doppiamente affascinante. Un arcobaleno doppio è quello che Mathieu van der Poel cerca in questo Super Mondiale. Il primo iride è arrivato domenica 6 agosto nella corsa in linea, al termine di una gara eroica e mostruosa al tempo stesso, che si è chiusa con un podio memorabile: primo van der Poel, secondo Van Aert, terzo Pogacar.
Appena sbarcato in Scozia Mvdp era stato visto sfrecciare nel centro di Glasgow, sullo strappo di Montrose Street – 200 metri al 13% che gli stradisti élite hanno percorso 10 volte – a velocità stratosferica. Per divertirsi, e magari anche per spaventare qualcuno dei suoi rivali. Non ce n’era bisogno: il van der Poel visto a Glasgow è la sublimazione del suo infinito talento: soltanto quest’anno ha vinto Sanremo, Roubaix e mondiale, mai nessuno c’era riuscito prima. È il corridore più forte del mondo nelle classiche, ma in realtà è molto di più. Il suo sogno neanche troppo segreto è quello di vincere tutti e tre i mondiali nello stesso anno: quello di ciclocross e quello su strada li ha vinti. Indovinate cosa manca adesso.
Esatto, la mountain bike. Mathieu non corre sulle ruote grasse dal 2021 e spera sempre di cancellare l’incubo di quella brutta caduta ai Giochi Olimpici di Tokyo. In queste ore, rispondendo a un gruppo di suoi tifosi che lo hanno intervistato su Strava, Mvdp ha parlato della mountain bike. «Se parliamo solo di divertimento, la mia disciplina preferita è la mountain bike. L’allenamento è davvero divertente perché puoi arrivare in posti bellissimi, fare delle discese davvero fantastiche e divertirti in bici. Mi piace anche correre, ma è molto difficile dall’inizio alla fine della gara, quindi è difficile godersela».
Ancora a caccia dei punti per la qualificazione per l’Olimpiade di Parigi, van der Poel nella prova iridata sarà costretto a partire dal fondo della griglia: normale per uno che non pratica la disciplina da due anni. Una sfida ulteriore per un fuoriclasse che ama sorprendere e sorprendersi. «La sfida è assicurarsi un posto da titolare per la competizione olimpica. È un compito difficile, ma l’UCI ha previsto un posto ai Giochi per i due paesi meglio classificati in questo mondiale», ha ammesso il ct della mtb olandese Gerben De Knegt. «Questa è soprattutto, per van der Poel, la possibilità più realistica di qualificarsi».
Domenica sera van der Poel ha festeggiato il mondiale su strada ma senza eccessi. In testa ha la corsa di sabato, che potrebbe chiudere la sua stagione. «Ho ancora qualche giorno per riprendermi», ha detto scherzando ma non poi troppo. Vincendo farebbe qualcosa di unico. «La tripletta non può essere un obiettivo, se devo essere sincero. Voglio qualificarmi per Parigi, ecco perché correrò sabato. Spero di passare una buona giornata e di ottenere un risultato che mi permetta di andare ai Giochi». Il suo obiettivo realistico è dunque un piazzamento tra i primi dieci, quindici al massimo. Ma di realistico in van der Poel c’è davvero poco.














